Aree vulnerabili ai nitrati, in Lombardia uno studio per rivedere i perimetri

La Regione Lombardia presenterà a breve uno studio preliminare condotto dall’Università di Milano, secondo il quale la responsabilità degli agenti inquinanti sul territorio vulnerabile ai nitrati, un’area pari a circa 800mila ha, non deve essere addebitata esclusivamente al mondo agrozootecnico. Si tratta in pratica di un lavoro che in qualche misura anticipa lo studio che sta conducendo l’Ispra (v. Notiziario Agrifood del 12 novembre) e che punta a una ridefinizione della perimetrazione delle aree vulnerabili. “Le relazioni basate su dati scientifici certi – ha dichiarato in una nota l’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava – anticipano le ricerche che Ispra sta portando avanti e non fanno altro che avvalorare la tesi secondo la quale è arrivato il momento di accettare il fatto che i fattori inquinanti di suolo e acqua non possono essere totalmente scaricati sul mondo agrozootecnico”. La ricerca di Ispra, che sul tema dell’inquinamento detiene comunque l’ultima parola, dovrebbe essere presentata nella primavera 2014.

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