Osservatorio Agri&Food di CremonaFiere – Notiziario del 7 GENNAIO 2014

latte
>> LATTE

export
>> MATERIE PRIME
suini
>> SUINI
galline ovaiole
>> AVICOLO

agroalimentare
>> AGROALIMENTARE

Latte

Parmigiano Reggiano e Grana Padano conquistano i Paesi esteri

Le esportazioni di Parmigiano Reggiano continuano a volare.Lo rende noto il Consorzio di tutela che evidenzia, aggiornato alla fine dello scorso mese di settembre, un +4% e una previsione per la fine dell’anno appena terminato di oltre 45mila tonnellate di prodotto, pari a oltre 1.100.000 forme e al 34% di quelle prodotte nel 2011, oggetto di commercializzazione proprio nel 2013. Soddisfatto il presidente dell’Ente di tutela, Giuseppe Alai, che segnala “un andamento molto positivo, in linea con la buona tenuta dei consumi interni e con la diminuzione del 7,4% delle scorte presenti alla fine di ottobre rispetto allo stesso mese del 2012”. Nel 2014 l’export rimarrà uno degli obiettivi primari del Consorzio. Sei i milioni di euro che verranno investiti in questa direzione. “Nei Paesi europei – ha sottolineato Alai – punteremo a consolidare i flussi che continuano a crescere a buoni ritmi e contemporaneamente metteremo in atto nuove azioni nei Paesi emergenti. In questi ultimi mesi abbiamo ottenuto la registrazione del marchio in Russia e in Cina, il che apre alla possibilità di sostenere con maggiore efficacia le azioni commerciali degli esportatori”.
E viaggia a un +4% anche l’export legato al Grana Padano, che nel 2013 ha visto valicare i confini nazionali con 1 milione e 500mila forme, a fronte di una produzione complessiva di 4 milioni e 571 forme. Dal 2006 a oggi, si legge in una nota del Consorzio di tutela, la produzione di Grana Padano è cresciuta del 13%.

Materie prime

Per cereali e soia la produzione mondiale è prevista in aumento

Le produzioni mondiali di frumento tenero, mais, orzo e soia sono previste in aumento. Lo rende noto l’Usda (United States Department of Agriculture). I prezzi, invece, secondo l’ente statunitense dovrebbero registrare una flessione rispetto agli anni precedenti. Nel dettaglio, l’incremento produttivo mondiale previsto per il frumento tenero nella campagna 2013-2014 dovrebbe aggirarsi intorno al 7,8%, per il mais dell’11,6%, per l’orzo dell’8,9% e per la soia del 5,9% rispetto all’annata passata. Relativamente all’orzo, Usda sottolinea che gli incrementi produttivi dovrebbero riguardare tutti i Paesi maggiori produttori ad eccezione di Stati Uniti e Argentina dove si dovrebbe invece registrare una flessione rispettivamente del 2,4% e del 14%. Parallelamente agli incrementi produttivi, anche i consumi totali e gli stock finali di cereali e soia saranno destinati a registrare ulteriori aumenti.

Suini

La produzione e i consumi mondiali sono visti in crescita.

C’è attesa per la convocazione al Ministero del Tavolo interprofessionale

Secondo l’Usda (United States Department of Agriculture), nel 2014 la produzione mondiale di carne suina sarà di 108.924.000 tonnellate, l’1,3% in più rispetto al 2013. Lo rende noto l’Anas (Associazione nazionale allevatori suini) ricordando che gli incrementi produttivi, legati probabilmente a costi di produzione che si prevedono più contenuti, riguarderanno soprattutto la Cina, la Russia, Gli Stati Uniti, il Brasile, il Messico e il Vietnam. Stabili invece le previsioni produttive nell’Unione Europea, dove anche i consumi sono visti sostanzialmente invariati, a differenza degli altri Paesi dove la tendenza è indicata in aumento.
Continua intanto a vivere momenti di grande difficoltà la suinicoltura italiana. Nei giorni scorsi gli assessori all’Agricoltura di Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, Veneto e Friuli Venezia Giulia hanno scritto al ministro delle Politiche agricole, Nunzia De Girolamo, per chiedere che entro gennaio venga convocato il tavolo interprofessionale della filiera suinicola “con il coinvolgimento diretto delle regioni italiane che da sole rappresentano oltre l’80% del patrimonio suinicolo nazionale”.

Avicolo

In Lombardia il Distretto della filiera è una realtà

Si è costituito di recente il Distretto della filiera avicola della Lombardia, la cui attività si svolgerà in collaborazione con Crefis e Unioncamere Lombardia.
Sono 130 le aziende che ne fanno parte, pari al 33% dei polli macellati in regione nel 2012. In Lombardia l’avicoltura rappresenta una voce importante del comparto agroalimentare. Si contano infatti quasi 2.400 allevamenti con più di 26 milioni di capi allevati e, dopo il Veneto e l’Emilia Romagna, costituisce la regione più importante a livello nazionale con le province di Brescia e Mantova ai vertici produttivi sia per quanto riguarda la carne che le uova. Intanto si cominciano a stilare i bilanci per il 2013. Dopo le ottime performance registrate nel comparto delle uova nel 2012, con una quotazione media di 2,42euro/kg (+34,4% sull’anno precedente), l’anno che si è da poco concluso dovrebbe assestarsi su una media di circa 2,35euro/kg (-2,9%). (Fonte Informatore Agrario)

Agroalimentare

In calo il valore aggiunto agricolo. Nel 2013 si salva solo l’export

Un anno da dimenticare. E’ questo il lapidario giudizio espresso dal Centro Studi di Confagricoltura nel tracciare il bilancio del 2013. Crisi economica e calamità naturali sono i fattori principali che hanno fatto perdere reddito e occupazione alle imprese, anche se dall’export dell’agroalimentare non mancano segnali positivi. Secondo il Centro Studi il 2014 potrà essere l’anno della riscossa nelle campagne, della ripresa di reddito e occupazione, “a patto che tutti lavorino per raggiungere questo risultato, che deve invertire quanto avvenuto nei primi 9 mesi del 2013, in cui il valore aggiunto agricolo è sceso dell’1,4%. Nello stesso periodo dell’anno gli occupati agricoli complessivi sono scesi del 4,3% e del 3,3% quelli dipendenti, un dato che annulla il buon aumento di un +3,6% di occupati dipendenti che si era registrato dal 2011 al 2012”. L’analisi di Confagricoltura pone ovviamente l’accento anche sull’export “che lascia ben sperare per il futuro – si legge ancora nella nota – Nei primi dieci mesi del 2013 le esportazioni dell’agroalimentare italiano hanno registrato un +5,5%, facendo lievitare la quota complessiva dall’8% del 2011 all’8,5% del 2013”.

Leave a reply