OSSERVATORIO AGRI&FOOD DI CREMONAFIERE Notiziario n.23 del 12 maggio 2014

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LATTE

Grana Padano Dop, fari puntati su contraffazioni e Expo 2015

Si è svolta nei giorni scorsi l’Assemblea generale dei soci del Consorzio di tutela del Grana Padano Dop. All’incontro, oltre al presidente Nicola Cesare Baldrighi, hanno partecipato tra gli altri anche l’onorevole Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura al Parlamento europeo e l’assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia Gianni Fava. La lotta alla contraffazione e l’Expo 2015 sono stati i temi su cui si è concentrata buona parte della relazione del presidente. “Il nostro impegno contro l’agropirateria e la contraffazione – ha detto Baldrighi – è sempre più serrato. Lo dimostrano i circa 10mila controlli effettuati in Italia e all’estero. Il danno economico che deriva da questa piaga, per il Grana Padano Dop, mostra numeri da capogiro: 1 miliardo di euro, 700 milioni all’estero e 300 milioni in Italia. Un’attenzione particolare poi la stiamo riservando all’Expo 2015, dove sarà possibile rendere sempre più protagonista, a livello internazionale il Grana Padano, che è il prodotto Dop più consumato al mondo”. Ottimi i dati illustrati e riferiti all’export del 2013 con un incremento, sull’anno precedente, del 6,5% e una quota complessiva di prodotto venduto nel mondo pari a 1.519.464 forme. Riguardo la produzione totale di Grana Padano Dop, nel 2013 sono state prodotte 4.565.000 forme.

SUINI

La salumeria italiana premia il comparto: export a +3,8%

Anche per i salumi italiani il 2013, nonostante i pesanti effetti della crisi economica, le esportazioni hanno incassato un risultato positivo. Lo rende noto Assica (Associazione industriali delle carni e dei salumi) sulla base delle elaborazioni condotte su dati Istat. Le spedizioni dei salumi italiani hanno raggiunto quota 143.500 tonn. (+3,8%) stabilendo il risultato di 1,182 miliardi di euro (+5,7%). Di contro, anche l’import è tornato a crescere con un +9,2% in quantità, pari a 43.930 tonn. e +9,2% in valore, pari a 175,8 milioni di euro. Nonostante questo incremento, il saldo commerciale del settore ha registrato un ulteriore importante incremento superando 1 miliardo di euro (+5,1%). In termini di fatturato, si legge in una nota diffusa da Assica, le esportazioni del settore hanno mostrato un passo in linea con quello dell’industria alimentare (+5,8%) e decisamente più brillante rispetto a quello del Paese che sostanzialmente è rimasto stabile sul 2012 (-0,1%). In riferimento all’export verso l’Europa, in cui va segnalato l’ingresso della Croazia, l’incremento è stato pari al 3,1% in quantità e al 5,6% in valore, con Germania e Francia in cima alla lista dei Paesi dove si sono maggiormente concentrate le esportazioni, senza però sottovalutare il contributo comunque positivo in termini di fatturato giunto da tutti i nostri principali partner commerciali.

 AGROZOOTECNIA

Il rilancio dell’economia nazionale passa dall’alleanza tra il mondo agricolo e quello industriale

Favorire una visione moderna e integrata fra tutti i soggetti della filiera agroalimentare, così da rafforzare la capacità produttiva e la presenza sui mercati mondiali del made in Italy. Con scelte coraggiose e moderne l’agricoltura italiana può creare centomila nuovi posti di lavoro”. Lo ha affermato Mario Guidi, presidente di Confagricoltura, in una lunga intervista pubblicata sul nuovo numero Mangimi&Alimenti, la rivista di Assalzoo, l’Associazione nazionale tra i produttori di alimenti zootecnici. “L’innovazione tecnologica è indispensabile per consentire al nostro settore di crescere e anche per affrontare i mercati internazionali – ha puntualizzato – e per far questo occorre un nuovo approccio, una ristrutturazione delle unità produttive e investimenti, tra i quali anche la banda larga e le infrastrutture, per superare il digital divide nei campi. È anacronistico escludere le aree rurali dalla rivoluzione 2.0”.

“L’impegno di tutta la filiera è indispensabile – ha commentato il presidente di Assalzoo, Alberto Allodi – per la costruzione di un percorso di valorizzazione del mondo dell’agroalimentare. La grande rilevanza che il food riveste nell’opinione pubblica tende a dimenticare il complesso processo produttivo alla base del successo del made in Italy. L’alleanza tra produttori agricoli e mondo industriale configura il primo indispensabile passo per la presa di consapevolezza del fondamentale ruolo economico che l’agroalimentare svolge per l’economia italiana di oggi e, ancor di più, per il rilancio della crescita futura”.

ENERGIE RINNOVABILI

Agrinsieme dice no alle misure previste dal Decreto competitività

Le misure restrittive sul settore delle agroenergie del Decreto competitività (n.66/2014) vanno soppresse o comunque radicalmente riviste, perché compromettono l’attività di produzione energetica e coinvolgono pesantemente anche quelle agricola e zootecnica a cui sono connesse”. Lo sottolinea Agrinsieme (il Coordinamento di Cia, Confagricoltura e Alleanza nazionale delle cooperative) che sollecita un immediato cambiamento di rotta. Agrinsieme ricorda che la tassazione su base imponibile del 25% già a partire dal periodo d’imposta 2014 penalizza irrimediabilmente gran parte della green economy agricola pregiudicando la sopravvivenza delle iniziative in essere sul fotovoltaico, le biomasse ed il biogas; vanifica pure le prospettive future di sviluppo di energia termica da biomasse e del biometano da parte delle imprese agricole. Non tenendo conto, si legge in una nota, che si tratta di attività profondamente collegate a quelle agricole, che permettono di utilizzare sottoprodotti, residui e rifiuti, con benefici anche per l’ambiente. Il timore, peraltro secondo Agrinsieme tutt’altro che infondato, è che se non si interviene rapidamente le imprese agricole con impianti già in esercizio, colpite dalle nuove disposizioni, chiuderanno le loro attività con riflessi su occupazione, economia e ambiente. Il Coordinamento chiede infine al Governo di ripensare questa misura ritenuta troppo penalizzante e si dice certo che il ministro per le Politiche agricole, Maurizio Martina, saprà comprendere le ragioni di questa richiesta.

 

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