OSSERVATORIO AGRI&FOOD DI CREMONAFIERE Notiziario n.26 del 13 giugno 2014

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LATTE

Baldrighi scrive a Renzi. Il Commissario europeo all’Agricoltura deve essere italiano

E’ il momento che l’Italia pretenda il Commissario Europeo per l’Agricoltura”. Inizia così la lettera che il presidente del Consorzio del Grana Padano, Nicola Cesare Baldrighi, ha inviato nei giorni scorsi al Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Nella missiva, Baldrighi invita il Premier a “valutare con sensibilità e lungimiranza un’esigenza forte che, in più occasioni, è già stata sollevata. Una richiesta che porta con sé l’interesse di uno dei sistemi produttivi più rappresentativi e sviluppati nel nostro Paese”. La lettera sottolinea che per i produttori di Grana Padano, il prodotto Dop più consumato al mondo, non si tratta di un’esigenza personalistica bensì “il sentir comune di tutti i sistemi produttivi dell’eccellenza agroalimentare italiana affinchè venga posta la meritata attenzione sull’intero comparto, che è attualmente il più resistente ai duri colpi inferti dalla crisi ma che necessita di attenzione, rispetto, risposte. Il settore agricolo rappresenta il 6% dell’occupazione e contribuisce per il 5% alla ricchezza europea – si legge ancora nel messaggio – estendendosi a tutto il sistema agroalimentare compresa l’industria di trasformazione che oggi rappresenta il primo asset manifatturiero europeo, coinvolgendo oltre 30 milioni di addetti. L’agroalimentare italiano poi rappresenta un business decisivo che contribuisce grandemente alla formazione del pil nazionale anche con una quota di export di qualità che non ha eguali. Riteniamo che non possa esserci occasione migliore dell’Expo 2015 – conclude la lettera Baldrighi – per avere finalmente al timone dell’agricoltura e dell’agroalimentare europeo una valida e operativa risposta italiana”.

SUINI

Il calo è generalizzato. Meno scrofe, scrofaie e suini certificati

L’Anas (Associazione nazionale allevatori suini) ha reso noto il Rapporto dei servizi coordinati di controllo Ipq-Ineq relativo al 2013. Il documento mette in evidenza che rispetto all’anno precedente, si è registrato un calo del numero di scrofe pari al 4,7%. In diminuzione anche il numero delle scrofaie, -5,6% e quello dei suini certificati per il circuito Dop pari a un -2,8%.

Più nello specifico, prendendo a riferimento le 5 regioni a maggior produzione suinicola destinata alla trasformazione in prosciutti crudi del circuito tutelato, cioè Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia, gli allevamenti con scrofe, rispetto al 2012, hanno registrato una contrazione del 6,4% in Lombardia, del 2,6% in Piemonte, dell’8% in Emilia Romagna, del 3,1 in Veneto e del 10% in Friuli Venezia Giulia. Gli allevamenti con ingrasso e a ciclo chiuso certificati sono diminuiti dell’1,7% in Lombardia, del 3% in Emilia Romagna, dello 0,1 in Piemonte, dello 0,9% in Veneto e del 4,2% in Friuli Venezia Giulia. I suini certificati nel 2013 hanno infine registrato una riduzione, rispetto all’anno prima, del 3% in Lombardia, del 2,6% in Emilia Romagna, dello 0,3% in Piemonte, del 3,1% in Veneto e addirittura del 23,5% in Friuli Venezia Giulia.

AVICOLO

In aumento il prezzo del mangime per le ovaiole

Nei primi quattro mesi di quest’anno i costi dei mangimi destinati alla produzione di galline ovaiole hanno registrato una ripresa a scapito del valore aggiunto. In pratica, rispetto allo stesso periodo del 2013 i costi dell’alimentazione sono calati del 10% in ambìto europeo e del 14% in Italia, ma la riduzione dei prezzi delle uova ha ridotto il valore aggiunto: 99 nella Ue e 133 in Italia. Lo rende noto lo Studio Bagnara-Mengarelli di Forlì, specificando che nel 2013 il costo dei mangimi destinato alle galline ovaiole ha fatto segnare un aumento del 2,4% sia a livello europeo che in Italia rispetto all’anno prima, traducendosi in una perdita di valore aggiunto anche a seguito del calo generale dei prezzi (indice prezzo uova/mangimi = 96 in Ue e 145 in Italia) con un trend in calo del 22% in Europa e del 4,6% in Italia.

AMBIENTE

Decreto Irpef, le modifiche sono state accolte. Si va verso altri provvedimenti

Nei giorni scorsi le Commissioni Bilancio e Finanze del Senato hanno dichiarato ammissibili tutti gli emendamenti presentati sull’art.22 del DL 66/14 (il cosiddetto decreto Irpef in vigore dal 24 aprile scorso) che, come si ricorderà, aveva scatenato le proteste e le preoccupazioni degli operatori in quanto, in origine, prevedeva che la produzione di energia elettrica e calorica ottenuta da impianti a biogas venisse esclusa dal reddito agrario indicando una base imponibile pari al 25% dell’intero fatturato soggetto all’imposta sul valore aggiunto. Gli emendamenti prevedono  invece varie soluzioni che vanno dalla soppressione del comma fino a diverse ipotesi di riduzione dell’impatto dell’imposta aggiuntiva per le aziende produttrici.  Le Commissioni che hanno esaminato il provvedimento in sede consultiva (in particolare quella Agricoltura) hanno evidenziato la necessità di valutare la previsione di una diversa graduazione delle disposizioni del comma 1, la cui stima di maggior gettito Irpef in termini di competenza si attesta a circa 45 milioni di euro annui. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende inoltre noto che la norma sulle agroenergie verrà aggiornata attraverso modifiche parlamentari. Le modifiche in questione prevederanno l’esclusione del valore dell’incentivo dalla base imponibile per calcolare il coefficiente di redditività e l’esclusione dall’ambito di applicazione del nuovo regime di tassazione degli impianti inferiori a 200 KW per il fotovoltaico e di 300 KW per gli impianti di biomasse e biogas.

NUOVA PAC

Sul Corsera il ministro Martina chiama i giovani all’agricoltura

Sostenere il ricambio generazionale in agricoltura. E’ questo uno degli obiettivi del ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina. Lo ha ribadito in un articolo apparso a pag. 25 del Corriere della Sera di domenica 8 giugno firmato da Fabio Savelli. Nell’articolo, l’autore sottolinea che nei prossimi giorni il ministro presenterà al Consiglio dei ministri una serie di misure per forzare il cambiamento e indurre gli under 35 a caccia di un impiego a considerare anche il lavoro agricolo, finora percepito ancora come un retaggio del passato. “Agevolazioni per gli affitti dei terreni, credito di imposta a favore delle imprese giovanili, pacchetto incentivi per le assunzioni delle nuove leve – ha detto il titolare del dicastero – tutto per impedire la dispersione delle competenze. Sgravi, in buona sostanza, che fanno il paio con la decisione già messa nero su bianco per riconoscere un 25% di maggiorazione degli aiuti alle start-up agricole”. Savelli ricorda inoltre la soddisfazione del ministro Martina all’indomani del raggiunto accordo con le Regioni sulla nuova Pac che “prevede aiuti complessivi per 52 miliardi di euro da qui al 2020: 27 dedicati al primo pilastro, vale a dire interventi diretti agli agricoltori completamente a carico dell’Unione europea. Altri 21 per lo sviluppo rurale per metà provenienti da Bruxelles e per l’altra metà co-finanziati dagli Stati membri, mentre gli ultimi 4 miliardi di euro andranno alle Ocm (Organizzazione comune di mercato) attraverso interventi mirati in alcuni settori”.

3 Comments

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