OSSERVATORIO AGRI&FOOD DI CREMONAFIERE Notiziario n.30 del 18 luglio 2014

latte
>> LATTE
icona contraffazione
>> LOTTA ALLA CONTRAFFAZIONE
suini
>> SUINI
ambiente
>> AMBIENTE

LATTE

A Bruxelles il ministro Martina chiude il dossier sull’incremento delle quote chiesto da Germania, Olanda e Austria

Il primo Consiglio dei ministri dell’Agricoltura presieduto dall’Italia e svoltosi lo scorso 14 luglio ha incassato un risultato politico molto importante: il neopresidente Maurizio Martina ha dichiarato chiuso il dossier sull’incremento delle quote latte, richiesto da Germania, Olanda ed Austria per limitare le multe Ue a carico dei loro produttori che hanno superato le quantità assegnate. Dopo un acceso dibattito e di fronte ad una maggioranza di partner europei contrari all’aumento delle quote per ragioni di equità nei confronti dei produttori che hanno rispettato le regole, Martina non ha esitato a passare ai voti e a mettere fine a un dibattito che durava da cinque mesi. La decisione ha però scatenato la dura reazione del ministro dell’Agricoltura austriaco Andra Rupprechter che ha tirato in ballo l’Italia ricordando la procedura d’infrazione formalizzata la scorsa settimana da Bruxelles sulla mancata riscossione delle multe a carico degli allevatori che tra il 1995 e il 2009 hanno sforato: su un totale di 2,265 miliardi di euro ne mancano all’appello ancora 1,39 miliardi. Secondo la Commissione, che ha inviato a Roma il suo “parere motivato” relativamente alla procedura di infrazione avviata un anno fa, le Autorità italiane non hanno ancora adottato le misure sufficienti per assicurare il pagamento delle somme dovute. Il Governo Renzi ha ora a disposizione due mesi per rispondere alle contestazioni mosse da Bruxelles, pena il ricorso alla Corte di Giustizia europea. Il sottosegretario alle Politiche comunitarie, Sandro Gozi, ha garantito la Commissione sul recupero delle multe non pagate e sul rispetto dei termini previsti per informare dell’attività in atto.

 SUINI

Mipaaf e Regioni al lavoro per il rilancio del comparto

Alla presenza del ministro alle Politiche agricole, Maurizio Martina, si è svolto il 3 luglio scorso il Tavolo suinicolo interprofessionale. L’obiettivo è stato quello di individuare la strada per il rilancio del comparto, che nell’agroalimentare nazionale riveste un ruolo di primo piano. Il Mipaaf quindi ha indicato un percorso che prima di tutto dia identità alle carni nazionali attraverso l’Sqn (Sistema qualità nazionale) che si fonda su un disciplinare attraverso il quale verrà data alle Regioni l’opportunità di utilizzare le risorse dei Psr per sostenere le aziende suinicole. Secondo quanto dichiarato dal Ministro, il progetto di rilancio prevede il coordinamento dell’elaborazione del disciplinare da parte del Mipaaf che dapprima verrà concordato con le Regioni e successivamente con gli attori della filiera per arrivare all’istituzione di un Sqn che avrà una dicitura utilizzabile da tutti, permettendo comunque agli operatori di sfruttare marchi commerciali propri. Intanto la Lombardia, attraverso l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianni Fava, metterà a disposizione della suinicoltura 20 milioni di euro. “Gli allevatori vanno sostenuti – ha dichiarato Fava – e spinti verso un patto tra tutti gli anelli della filiera per evitare la morte del comparto”.

LOTTA ALLA CONTRAFFAZIONE

Operazione “Estate Sicura”, i Carabinieri sequestrano oltre 16 tonnellate di alimenti irregolari

Nel corso dei controlli del periodo estivo, i NAC-Nuclei Antifrodi Carabinieri di Parma, Roma e Salerno del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari hanno intensificato i controlli sulle filiere produttive e commerciali dei prodotti alimentari, verificando in particolare l’osservanza della normativa a tutela dei consumatori sulla etichettatura e sulla tracciabilità.

L’attività ha visto una prima fase di controlli straordinari su 75 linee produttive in cui, soprattutto nei settori lattiero caseario e zootecnico, sono state riscontrate irregolarità nei sistemi di etichettatura e rintracciabilità. In particolare, nelle province di Parma, Modena e Bologna 8 aziende sono state interessate a sanzioni per indebite evocazioni di marchi Dop e al sequestro di oltre 15.000 etichette irregolari. In provincia di Salerno sono stati effettuati controlli straordinari sul traffico merci della rete stradale bloccando il trasporto irregolare su autobotti di 5 tonnellate tra latte fresco bovino, bufalino e mozzarelle risultate prive della documentazione di tracciabilità. I controlli hanno interessato anche alcuni supermercati di reti commerciali locali, in cui è stata contestata la frode in commercio per la gestione di circuiti di commercializzazione di formaggi stagionati di minore qualità falsamente indicati come Dop (“Grana Padano”). I controlli hanno interessato anche altri prodotti alimentari come paste, vini, liquori e dolciumi. Complessivamente i risultati operativi dei controlli dei Nuclei Antifrodi Carabinieri in questa prima fase dell’“Operazione Estate Sicura” hanno visto il sequestro di 53.685 etichette/packaging irregolari che avrebbero tratto in inganno i consumatori, e di oltre 16 tonnellate di prodotti alimentari irregolari nella tracciabilità o nella indebita evocazione di marchi di qualità e del made in Italy.

 AMBIENTE

Una strategia-Paese per incrementare le agroenergie

Un Piano strategico per le agroenergie. E’ quello che auspica Antonio Boschetti, direttore dell’Informatore Agrario, firmando l’’editoriale del Supplemento “Energia rinnovabile” uscito con il numero 27 della rivista da lui diretta. Secondo Boschetti gli incentivi dovranno essere garantiti almeno per un nuovo triennio avviando una trattativa incentrata sull’obiettivo di consentire agli agricoltori di integrare il reddito. “E’ il momento – scrive il direttore – di attuare una strategia-Paese mirata ad aiutare gli allevatori a recuperare almeno in parte il reddito eroso con le disposizioni della nuova Pac, visto che per i bovini da ingrasso si parla di una riduzione del pagamento unico aziendale fino al 40% e per le stalle da latte sparirà già a partire dal 2015 il regime delle quote; occorre dare continuità a un settore industriale che occupa migliaia di persone e rendere meno oneroso in termini di tempo, costi economici e rischi di impresa l’iter autorizzativo”. Boschetti insiste ricordando che occorre far leva sulle opportunità offerte dal Secondo pilastro della Pac e convenire che gli allevamenti italiani possono sostenere solo impianti di piccola taglia, sotto i 300 kW, riconoscendo che il carico burocratico per la realizzazione di un piccolo impianto è esagerato: 30mila euro di costi autorizzativi per costruire un impianto da 60-70 kW elettrici non sono accettabili. “Semplificare per dare un futuro al settore potrebbe voler dire dedicare un plafond adeguato (500 mW) fino al 2020 riservato agli impianti di piccola taglia senza registro – conclude nell’editoriale – con tariffe ventennali, alimentati con effluenti zootecnici e sottoprodotti. Eliminando anche i bonus, visto che come quelli del DM del 2012 restano inapplicabili per mancanza della normativa di riferimento”.

 

 

Leave a reply