Dagli Appennini alla pianura. Il re porcino sarà presente a Il Bontà con l'azienda Borgotaro Funghi &Funghi, una attività che ha un'esperienza di oltre quarant'anni.

La raccolta dei funghi porcini nella valle del Taro è ben radicata, i funghi di questa parte di appennino sono conosciuti da secoli. Il Fungo di Borgotaro è un marchio riconosciuto I.G.P. nel 1993 dal Ministero e nel 1996 dalla CEE. Nel 1995 è stato poi costituito il Consorzio di Tutela, con lo scopo di garantire, valorizzare e promuovere il prodotto principe dell’alta Valtaro, attraverso un apposito Disciplinare di produzione.

E proprio a Il Bontà (CremonaFiere dal 7 al 10 novemnre 2014) il re porcino sarà presente con l’azienda Borgotaro Funghi & Funghi.

 

Il suo fondatore è Giovanni Carretta per tutti Gianni, nella sua vita per decenni ha lavorato come suo padre Ugo, nella frutta e verdura, negli anni ’70 decide di impegnarsi nel settore degli esercizi pubblici con il primo Bar gelateria passando poi per un decennio alla gestione di una Pizzeria e finire con la gestione di un Albergo Ristorante. La sua voglia di lavorare i funghi nasce con lui, infatti nel suo ristorante i funghi non mancano mai, preparare e lavorare i funghi porcini in olio d’oliva ogni settembre diventa per lui un appuntamento inderogabile.

Così nasce, negli anni ’90, l’idea di avviare un’ azienda che rifornisca i ristoranti di funghi porcini freschi pronti per essere lavorati.

Il ristorante poi chiude e comincia l’attività. “Molti vengono venduti freschi, poi nel laboratorio – spiega Danilo Carretta, attuale proprietario – trasformiamo il resto dei funghi che viene raccolto dai fungaioli. C’è un essiccatoio ad aria per quelli secchi, mentre un’altra parte viene cotta, scottata e messa sott’olio, oppure creiamo anche sughi e creme. Si tratta di ricette di tradizione, quelle di famiglia che derivano dal nostro ristorante”. Danilo racconta che già nell’Ottocento si raccoglievano funghi, non per commercializzarli, ma perchè il bosco forniva il cibo per la famiglia e per il lungo inverno; nei periodi di carestia e miseria per molti il fungo porcino diventava fonte di vita e di sopravvivenza, ecco perchè da sempre le famiglie locali sono esperte conoscitrici della montagna e dei loro boschi di castagno e faggio. Si imparò a seccarli per poterli conservare per lunghi periodi, alcune di queste famiglie avevano ruderi che trasformavano in ghiacciaie per surgelarli.

Con il passare degli anni il fungo porcino è diventato un prodotto sempre più ricercato e allora iniziò un commercio sempre più selezionato e di qualità fino ad arrivare al riconoscimento di fungo IGP nel 1996.

Tutte le famiglie di Borgotaro vanno per funghi, e ancora oggi tutti sono gelosissimi delle proprie fungine e difficilmente vi portano altre persone durante la raccolta. I fungaioli, armati di ceste di vimini, scarponi e bastone, partono molto presto e in alcune ore di raccolta in piena stagione fanno ottimi bottini.

I funghi vengono poi portati ai centri di raccolta come quello della Borgotaro Funghi e Funghi, e da qui poi iniziano il loro percorso verso i mercati nazionali, con una certificazione tutta particolare che permette di garantire la filiera dalla raccolta alla vendita. “Presso il nostro centro di raccolta i porcini vengono selezionati pesati ed acquistati, successivamente confezionati e certificati dal micologo dell’ASL” – spiega Danilo. “La raccolta del fungo è molto affascinante ed è una esperienza unica anche per noi, in quanto nei periodi di raccolta si instaura con i fungaioli un rapporto di amicizia e fiducia e si rafforzano legami tra valligiani, è affascinante sentire parlare di funghi porcini e di boschi da questi fungaioli”.

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