OSSERVATORIO AGRI&FOOD DI CREMONAFIERE Notiziario n.35 del 21 novembre 2014

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RASSEGNE FIERISTICHE

I 4 giorni de il BonTà chiudono con un bilancio positivo

Presso i padiglioni di CremonaFiere, dal 7 al 10 novembre scorsi si è svolta l’11ma edizione de Il BonTà, una delle più consolidate manifestazioni dedicate all’agroalimentare artigianale di qualità, che fin dal suo esordio ha saputo proporre una formula originale capace di attrarre sia gli operatori professionali (ristoratori, distributori, e buyer), sia il pubblico dei gourmet.

Quest’anno, al fianco di 158 espositori, CremonaFiere ha organizzato 54 eventi con la partecipazione di 23 tra Associazioni e Istituzioni in ambìto alimentare e ben 59 chef che si sono esibiti in show cooking e hanno partecipato come speaker ai diversi appuntamenti tra seminari, workshop, presentazioni e concorsi.

“La nostra attenta selezione di espositori e questo ricco programma di eventi – ha sottolineato Antonio Piva, Presidente di CremonaFiere – sono pensati e realizzati con un obiettivo ben preciso: fare de il BonTà uno strumento di promozione e di valorizzazione non solo delle singole aziende produttrici, ma soprattutto dell’intero settore agroalimentare tradizionale. Si possono trovare nuove strade commerciali in Italia e all’estero solo se il settore è supportato da una cultura del cibo sempre più diffusa e radicata”.

Un obiettivo centrato appieno, come testimoniano sia gli espositori, molto soddisfatti della qualità del pubblico arrivato a Cremona da tutto il nord Italia (oltre che dalle rappresentative di buyer esteri – francesi in particolare), sia i visitatori (quest’anno la manifestazione ha registrato 49.406 visitatori), che hanno trovato tra gli stand oltre 2.000 prodotti di alta qualità, ma non solo: quest’anno si è infatti ulteriormente sviluppata l’area espositiva dedicata alle attrezzature professionali, con ben 300 mq che hanno ospitato alcune tra le più qualificate aziende produttrici di cucine e accessori per la ristorazione.

“Chiudiamo decisamente bene questo 2014 – ha aggiunto Piva – le nostre manifestazioni autunnali si sono chiuse tutte con buoni risultati, nonostante un periodo non facile per tutti i settori. Questo significa che abbiamo lavorato tanto e bene, e soprattutto diamo ai nostri clienti un segnale forte di continuità”.

 LATTE

Rotta la trattativa sulle nuove quotazioni.

Allerta del Consorzio su falso Parmigiano Reggiano in vendita

La trattativa sul prezzo del latte alla stalla si è arenata. Le tre federazioni regionali lombarde di Confagricoltura, Coldiretti e Cia hanno abbandonato il tavolo della discussione avviato con il Gruppo Italatte e in un comunicato congiunto hanno sottolineato l’impossibilità di raggiungere un’intesa su un livello di prezzo soddisfacente per gli allevatori. Intanto l’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, ha scritto al ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, chiedendo la convocazione di un tavolo che aiuti e guidi le parti nella definizione di un prezzo equo del latte. “Rischiamo di arrivare alla fine del regime delle quote – ha scritto inoltre Fava – con un sistema ‘latte Italia’ in frenata, mentre nel centro-nord Europa si registrano incrementi di produzione anche a doppia cifra”.

Intanto, sul fronte dei prodotti caseari, il Consorzio del Parmigiano Reggiano alza la guardia e mette in allerta i caseifici e le Autorità giudiziarie rispetto a possibili truffe che potrebbero ricadere su produttori e commercianti nelle compravendite di prodotto. In una nota del Consorzio infatti, si legge che l’ente di tutela ha ricevuto diverse segnalazioni da parte di commercianti e operatori del settore, rispetto a soggetti che vanno proponendo ingenti quantità di formaggio a prezzi assolutamente anomali rispetto a quelli di mercato, utilizzando ed evocando illegittimamente il nome del Consorzio di tutela o vantando conoscenze e accreditamenti all’interno dello stesso Consorzio che sono del tutto prive di fondamento.

 AVICOLO

Scendono i prezzi di uova e ovaiole. La ripresa prevista per l’anno prossimo

Anche il mercato avicolo soffre la crisi dei consumi. Ne dà conto Gustavo Credazzi in un articolo apparso sul n. 39 della rivista Informatore Agrario. Nei primi 9 mesi del 2014 il prezzo medio dei broiler ha incassato un -8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Le ovaiole -1,7% e le uova -5,4%. Secondo l’analista, se per quest’ultimo scorcio d’anno la situazione non dovrebbe registrare particolari variazioni, per il 2015 si potrebbe prospettare un andamento diverso e migliore con una domanda interna in leggero assestamento, confermato dalla quota di importazione che è aumentata a fronte di un export che da 4 anni è stabile su valori considerevoli. Secondo Credazzi è dunque legittimo prevedere che nella campagna targata 2015 il consumo nazionale di carne avicola ricomincerà a crescere e, con una produzione orientata verso una normalizzazione, anche i mercati potrebbero recuperare almeno in parte quanto è andato perduto quest’anno.

 TRATTATIVA TTIP

Paolo De Castro nominato relatore permanente ai negoziati di libero scambio Ue-USA

Sarà Paolo De Castro il referente della commissione Agricoltura del Parlamento europeo per i negoziati di libero scambio tra Unione europea e Stati Uniti attualmente in corso. In una nota diffusa dal sito dell’europarlamentare (www.paolodecastro.it), si legge che la designazione – decisa dalla Comagri – consentirà all’europarlamentare pd e coordinatore di commissione per il Gruppo dei Socialisti e Democratici, di partecipare alle riunioni negoziali dell’Esecutivo Ue e di entrare a far parte del bureau della commissione per il Commercio internazionale (Inta), presieduto da Martin Schulz, insieme agli altri relatori designati per le rispettive aree di competenza.   Per De Castro è un riconoscimento importante che conferma la necessità di una maggiore partecipazione democratica ai processi decisionali dell’Unione. Il sistema agroalimentare europeo sarà centrale nel Ttip (Trattato Transatlantico sul commercio e gli investimenti) ed è compito delle istituzioni Ue difendere con tenacia gli alti standard qualitativi ai quali i consumatori europei sono abituati, tutelando allo stesso tempo le produzioni che rappresentano una fondamentale leva di mercato per molti Paesi comunitari, Italia in primis. È altresì necessario fare chiarezza sull’andamento dei lavori negoziali, eliminando dallo scenario possibili “zone grigie” che rischiano di farlo percepire in maniera errata all’opinione pubblica. L’impegno è di lavorare a un negoziato trasparente e capace di creare concrete opportunità di crescita per un settore di grandissimo valore economico, ma anche sociale e ambientale, come quello agricolo e alimentare europeo.

 AMBIENTE

La green economy cresce. In aumento gli investimenti e i posti di lavoro

Più di un’impresa su cinque dall’inizio della crisi ha scommesso su innovazione, ricerca, conoscenza, qualità, sulla green economy. Sono infatti 341.500 le aziende italiane (circa il 22%) dell’industria e dei servizi con dipendenti che dal 2008 hanno investito, o lo faranno quest’anno, in tecnologie green per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di Co2. Un dato che sale al 33% nell’industria manifatturiera. Un orientamento che si rivela strategico, tanto che proprio alla nostra green economy si devono 101 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 10,2% dell’economia nazionale, esclusa la componente imputabile al sommerso. Oltre alla ricchezza l’economia verde – sempre più apprezzata dai consumatori italiani, visto che il 78% di essi è disposto a spendere di più per prodotti e servizi eco-sostenibili – produce anche lavoro: già oggi in Italia ci sono 3 milioni di green jobs, ossia occupati che applicano competenze ‘verdi’. Una cifra di tutto rispetto destinata a salire ancora nel corso del 2014. Dalle realtà della green Italy infatti arriveranno quest’anno 234 mila assunzioni legate a competenze green: ben il 61% della domanda di lavoro, con i green jobs che diventano protagonisti dell’innovazione e determinano addirittura il 70% di tutte le assunzioni destinate alle attività di ricerca e sviluppo delle nostre aziende. Una percentuale da capogiro superiore al già alto 61,2% dello scorso anno. I dati appartengono a GreenItaly 2014, il rapporto annuale di Unioncamere e fondazione Symbola, e sono stati presentati nei giorni scorsi ad un convegno organizzato a Roma.

 

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