OSSERVATORIO AGRI&FOOD DI CREMONAFIERE Notiziario n.39 del 16 gennaio 2015

latte
>> LATTE
bandiera europea
>> PSR
ambiente
>> RINNOVABILI
bovini
>> POST QUOTE LATTE
materie prime
>> MANGIMI

LATTE

Cala la produzione di Parmigiano Reggiano

A dicembre la produzione di Parmigiano Reggiano è diminuita dell’1,1%. Lo rende noto in un comunicato il Consorzio di tutela che sottolinea come questa tendenza rappresenti un’inversione che assicura al 2014 una chiusura all’insegna di una sostanziale stabilità (circa 15.000 forme in più). Secondo il Consorzio, infatti, questo rappresenta un segnale importante per i mercati in attesa delle decisioni dei singoli produttori circa la riduzione del 5% approvata dall’Assemblea dei caseifici per il 2015 e in linea con quanto già messo in atto da altri Consorzi di Dop italiane, perché il calo indica la via per il ripristino di un miglior equilibrio tra domanda e offerta. Contestualmente, le esportazioni di Parmigiano Reggiano nei primi nove mesi del 2014 sono apparse in aumento a livelli superiori al 5%, mentre sul mercato interno, in occasione delle recenti festività natalizie e di fine anno, si è registrato un incremento delle vendite del 7% rispetto allo stesso periodo del 2013. Proprio in vista delle festività, sono state infatti collocate 285.000 forme di Parmigiano Reggiano che rappresentano il 15% dell’intera produzione destinata in pezzi al mercato interno.

POST QUOTE LATTE

Promozione e risorse per fronteggiare le incognite future

Il 31 marzo 2015 è ormai alle porte e quello che la fine del regime delle quote determinerà rappresenta un tema su cui si stanno concentrando gli interventi di tutti i maggiori esperti del settore a livello europeo. Il 7 gennaio scorso, presso la sede del Parlamento europeo a Bruxelles, si è svolto il workshop “Crisis in the milk market: management of the post quota system”. L’iniziativa è stata organizzata dal Gruppo dei Socialisti e Democratici della Commissione Agricoltura e sviluppo rurale di cui Paolo De Castro è oggi coordinatore. “Migliaia di allevatori stanno vivendo una situazione difficile – ha detto nel suo intervento introduttivo al workshop De Castro – Il prossimo 1 aprile finirà il regime delle quote, un termine importante che ha già spinto la produzione europea a crescere del +5% nel 2014. In questo contesto, il crollo dei consumi interni e gli effetti dell’embargo russo sui formaggi spiegano il crollo del prezzo del latte, oggi pari al 50% di quello di poco più di sei mesi fa. Un quadro complesso e difficile in cui il Parlamento europeo interverrà introducendo nuovi strumenti di gestione dell’offerta, dando direttamente agli allevatori la possibilità di contrastare la volatilità dei prezzi”. Per l’Italia era presente Cesare Baldrighi, presidente del Consorzio di tutela del Grana Padano e responsabile settore latte di Agrinsieme, che ha sottolineato la necessità di adottare “misure, nel breve e medio-lungo periodo, che pongano rimedio al calo di consumi, interno ed esterno, e ridiano ossigeno al settore. Nel medio periodo servono più risorse per la promozione interna ed esterna dei prodotti ad alto valore aggiunto e la rimozione delle barriere all’export sia per questi prodotti che per le commodity. Se queste misure non dovessero attuarsi, assisteremo al crollo della produzione di latte in Europa che ci renderebbe in gran parte dipendenti dall’estero”.

PSR

L’approvazione di Bruxelles rischia di slittare a primavera

Da indiscrezioni provenienti da Bruxelles, i Programmi di sviluppo rurale 2014-2020 delle Regioni italiane corrono il rischio di essere approvati non prima del via libera al Bilancio comunitario 2015 previsto per la prossima primavera. Lo si apprende da una nota pubblicata sul portale della Regione Emilia Romagna, E-R. Se la notizia verrà confermata, si legge, si rischia di perdere un intero anno di operatività perché lo slittamento dei tempi di approvazione per motivi di contabilità europea si aggiunge al ritardo già accumulato in Italia a seguito della tardiva sottoscrizione dell’Accordo di partenariato con la Ue per l’utilizzo dei fondi europei, avvenuto alla fine di ottobre dello scorso anno. E’ indispensabile, continua la nota, che i Governi europei propongano alla Commissione un’approvazione in via tecnica dei Psr prima della formale approvazione del bilancio europeo. Intanto il 19 dicembre scorso sono pervenute alla Regione Emilia Romagna le previste osservazioni della Commissione europea al Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020 che stanzia 1,2 miliardi di euro e che è stato approvato dall’Assemblea legislativa nel luglio 2014. Si tratta di oltre 500 osservazioni, peraltro in linea con quelle pervenute ad altre Regioni, legate in gran parte alla necessità di adeguare i programmi regionali approvati a luglio ai contenuti dell’Accordo nazionale di partenariato con la Ue sottoscritto a fine ottobre e alle linee guida europee di attuazione dei Psr, pubblicate anch’esse in data successiva a luglio 2014. L’adeguamento più rilevante riguarda l’impegno nazionale a destinare il 4,17% delle risorse dei singoli Psr al potenziamento delle infrastrutture per la banda larga e ultralarga. Un secondo blocco di adeguamenti è relativo all’indicazione dei sistemi di verifica dei risultati attesi sulla base di un regolamento europeo che nel luglio 2014 non era ancora disponibile.

MANGIMI

Prudenza e ottimismo per i produttori europei

Per i produttori di mangimi il 2015 si presenta con previsioni ottimistiche ma improntate alla prudenza. Lo si apprende da un articolo pubblicato sull’ultima newsletter mangimiealimenti.it. Per quanto riguarda l’Europa, si legge, resta ancora in primo piano la questione degli aspetti regolativi e dei controlli. “La Fefac (Federazione europea dei produttori di mangimi, ndr) spera che il sistema di tassazione riconoscerà i controlli eseguiti rendendolo più efficiente, favorendo controlli mirati, il dialogo e la cooperazione”, ha detto il presidente della Federazione, Ruud Tijssens. Altro tema caldo riguarda la libertà di importare colture Ogm. Tijssens punta all’approvazione delle 12 produzioni Gm che sono state già valutate positivamente dall’Efsa e sulle quali è attesa una decisione definitiva da parte della Commissione europea. “L’approvazione è essenziale per mantenere vitali le forniture di risorse ricche in proteine e la competitività del settore dell’allevamento Ue che deve affrontare le conseguenze negative del divieto di importazione russo”. La Fefac sarà impegnata anche nelle proposte mirate ad assicurare la fornitura di materie prime strategiche: uno dei pilastri riguarderà la produzione di soia, priorità per l’agenda politica nel 2015. Infine, un tema che ha riguardato da vicino anche il lavoro parlamentare italiano: Tijssens ha dichiarato che la revisione della direttiva sui mangimi medicati dovrà essere in linea con i principi del quadro di sicurezza dei mangimi nella Ue.

ENERGIE RINNOVABILI

Con il Milleproroghe slitta l’entrata in vigore della legge 89/2014

L’applicazione della legge 89/2014, che doveva entrare in vigore il 1 gennaio 2015, è stata posticipata di un anno. Lo si apprende da un articolo pubblicato sul n. 1 della rivista Informatore Agrario. Il posticipo è stato sancito dal decreto legge n. 192 del 31 dicembre 2014, il cosiddetto “Milleproroghe”. La legge 89, riporta l’articolo, prevede la cessazione dell’applicazione del reddito catastale agli imprenditori agricoli (persone fisiche, Società di persone e Società cooperative) che producono energia fotovoltaica e da biogas, con l’introduzione di una nuova determinazione del reddito pari al 25% del valore delle cessioni assoggettate a Iva. La soluzione transitoria, già applicata per il 2014 e ora estesa al 2015, consiste in una franchigia al di sotto della quale l’attività di produzione di energia viene considerata ancora produttiva di reddito agrario e a cui non si applica quindi il coefficiente di redditività del 25%. I limiti della franchigia sono: produzione e cessione fino a 2.400.000 kWh annui per le rinnovabili agroforestali; produzione e cessione fino a 260.000 kWh annui per il fotovoltaico. Per i corrispettivi che superano la franchigia scatta in ogni caso l’applicazione del coefficiente di redditività del 25%.

Leave a reply