OSSERVATORIO AGRI&FOOD DI CREMONAFIERE Notiziario n.41 del 13/02/2015 a cura dell’Ufficio Comunicazione di CremonaFiere

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LATTE

Martina, insieme alla Gdo per difendere il sistema produttivo

Il 17 febbraio prossimo, al Ministero per le Politiche agricole, si terrà un incontro con le realtà della Gdo. Lo ha annunciato nei giorni scorsi il ministro Maurizio Martina che, in una nota divulgata da Agrapress, sottolinea quanto “il mondo della distribuzione organizzata italiana possa dare una mano importante in questo delicato passaggio per il settore lattiero-caseario per le stalle e i caseifici italiani. “Sul nostro latte e sui nostri formaggi di qualità – ha dichiarato Martina – possiamo condividere azioni di sostegno e nuove iniziative verso i produttori e i consumatori. Penso al rafforzamento delle informazioni sull’etichetta, a partire da una maggiore evidenza della zona di mungitura, al tema organizzativo dell’interprofessione e anche al rafforzamento immediato della promozione di Dop e Igp. Con alcuni operatori, da sempre sensibili su questo fronte, abbiamo già parlato e credo proprio ci siano margini per fare un buon lavoro insieme. Torno a chiedere a tutti più gioco di squadra nell’interesse dell’agroalimentare italiano e a difesa dei nostri allevatori e agricoltori che rimangono l’anello debole della filiera”. Sullo stesso argomento il ministro Martina era intervenuto anche in occasione del convegno dedicato al tema “Parmigiano Reggiano e lo scenario post-quote latte, il ruolo del Consorzio di tutela” che si è tenuto sabato 31 gennaio a Soragna, in provincia di Parma. In quella sede il ministro Martina ha sottolineato che i due punti di forza sui quali puntare sono l’interprofessione nel sistema latte e formaggio, “sulla quale il Ministero farà la propria parte per essere elemento di stimolo e di coagulo riorganizzativo e, contemporaneamente, il rafforzamento dei Consorzi di tutela in uno scenario che cambia e va riletto con una visione aperta”.

AVICOLO

Il comparto tiene. Bene produzione e consumi

Ammonta a 1.261.200 tonnellate il volume della produzione di carne avicola registrata nel nostro Paese nel 2014. Ne dà conto il sito Agricoltura Moderna in un articolo firmato da Giuseppe Paracelso. L’aumento, sull’anno precedente, è stato dello 0,2%. In crescita la produzione di polli, +1%, mentre in flessione i tacchini e le altre specie avicole. L’articolo si rifà ai dati preliminari diffusi da Unaitalia (Unione nazionale delle filiere delle carni e delle uova) e riporta anche alcune dichiarazioni del presidente, Aldo Muraro. Riguardo i consumi, anche qui si è registrato un incremento dell’1% in linea generale, con un +2,3% per la carne di pollo e un -2,1% per quella di tacchino e le altre carni avicole. In pratica, gli italiani consumano 13,92kg di carne di pollo e 4,31kg di tacchino a testa/anno. Tiene l’autoapprovvigionamento del settore, con una produzione pari al 102,8% relativa alle carni di pollo consumate a livello nazionale, e addirittura del 117,8% per quelle di tacchino, dimostrando una completa autosufficienza che garantisce la provenienza e la qualità del prodotto consumato sulle tavole italiane. Relativamente alle uova da consumo, Paracelso sottolinea che l’adeguamento alle normative comunitarie sul benessere delle ovaiole aveva influenzato negativamente la produzione, a cui però le aziende hanno saputo reagire dandole nuovo impulso. In numeri, le uova prodotte nel 2014 hanno incassato un +3% rispetto all’anno precedente e sono state pari a 12 miliardi e 534 milioni. Ciononostante, per soddisfare la domanda interna è stato necessario ricorrere alle importazioni che in ogni caso sono diminuite di circa il 20% rispetto al 2013. “In un momento di transizione dovuto all’introduzione della normativa sul benessere – ha dichiarato nell’articolo Aldo Muraro – il sistema produttivo italiano ha saputo rilanciare la produzione e garantire elevati standard di qualità. Se è vero che la sostituzione delle gabbie convenzionali con quelle arricchite, dotate di posatoi e nidi e l’allargamento delle produzioni a terra hanno comportato un rallentamento della produzione, i dati incoraggianti dimostrano come gli allevatori e i produttori italiani di uova abbiano lavorato alacremente per garantire efficienza al sistema produttivo”. L’articolo termina ipotizzando per il 2015 un aumento delle produzioni totali di carni avicole, soprattutto di pollo. Riguardo le uova, la normalizzazione degli allevamenti dovrebbe portare a un incremento, lieve, della produzione.

NEGOZIATO TTIP

Trattativa in salita, lo scoglio con gli Usa sono le Dop

La Commissione europea ha pubblicato i documenti relativi all’accordo Ceta (Comprehensive trade and economic agreement) di libero scambio col Canada e alla situazione dei negoziati in corso con gli Stati Uniti sul Ttip (Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti). Nella newsletter Clal.it, Leo Bertozzi riporta la cronaca degli ultimi avvenimenti con una personale analisi della situazione. Egli infatti scrive che nell’accordo concluso con il Canada, la Commissione europea ha realizzato l’impresa di avere il riconoscimento sul principio della protezione delle Indicazioni geografiche che nella Ue comprendono Dop, Igp e Stg. Attualmente le IG canadesi sono tre, tutte prodotte in Québec: Agneau de Charlevoix, Cidre de glace du Québec, Vin de glace du Québec. Il problema maggiore, secondo Bertozzi, è invece con gli USA che non riconoscono il sistema europeo di tutela delle denominazioni. Addirittura, esiste un Consortium for common food names che si oppone alla tutela della IG, sostenendo al contrario come esista una tradizione nell’uso di nomi che ora sono generici: fra questi Asiago, Feta, Parmesan, Munster, tutte denominazioni che nella UE sono protette come Dop. I documenti pubblicati dalla Commissione – scrive ancora Bertozzi – manifestano uno sforzo per accrescere la trasparenza del sistema europeo. Fra questi un testo specifico chiarisce suolo e natura della protezione per le Indicazioni geografiche, argomento sensibile e contrastato, che specifica come il sistema statunitense dei marchi di certificazione non dà sufficienti garanzie ai consumatori in merito alla vera origine dei prodotti. Vista l’importanza del negoziato Ttip che riguarda una serie di norme che possono avere un grande impatto sulla produzione e trasformazione dei prodotti europei, diventa importante che il riconoscimento delle IG non venga sacrificato per altri, maggiori interessi. Diventa dunque cruciale la posizione dell’Italia che dovrà essere univoca per sostenere con forza il riconoscimento di Dop e Igp da parte degli Stati Uniti. Questo se non si vuole perdere il fattore di competitività a livello internazionale offerto dai prodotti di qualità rispetto alle generiche commodity. I campanelli d’allarme non mancano anche nella Ue, conclude Bertozzi. Ad esempio il ministro tedesco all’Agricoltura, Schmidt, ha messo in dubbio l’interesse di tener duro sulle Indicazioni geografiche quando altre, maggiori opportunità, sarebbero offerte dal libero accesso al mercato USA.

MATERIE PRIME

L’Usda prevede raccolti in aumento, eccetto l’orzo

L’Anas (Associazione nazionale allevatori suini) ha elaborato i dati Usda (United States Department of Agriculture) sul mercato mondiale di cereali e soia fornendo le previsioni per la campagna 2014-15 aggiornate a gennaio 2015. Per quanto riguarda il frumento tenero le previsioni indicano una produzione mondiale di 723,4 milioni di tonnellate, in aumento dell’1,1% rispetto all’annata precedente. Per quanto riguarda la UE-28 l’incremento produttivo sarà dell’8,4% per complessive 155,5 milioni di tonnellate. Aumentano del 6,5% gli stock mondiali iniziali (in totale 185,8 milioni di t.) e del 5,5% quelli finali (196 milioni di t.). In crescita anche i numeri totali: +1,3% per complessive 713.19 milioni di t. e gli utilizzi per l’alimentazione animale, +7% per 139,4 milioni di t. Relativamente al mais la produzione mondiale è stimata in 988,1 milioni di t. e si mantiene stabile rispetto alla precedente campagna agraria, mentre la produzione UE è in crescita del 15,1% per un totale di 74 milioni di tonnellate. Gli stock mondiali iniziali e finali sono confermati in aumento rispettivamente del 24,9% e del 9,8%. In crescita dell’1,9% anche i consumi totali (971,16 milioni di t.) e del 3,7% quelli per l’alimentazione animale (594,23 milioni di t.. In calo invece i raccolti mondiali di orzo (-3,9% per un totale di 139,74 milioni di t.) mentre nell’Unione europea, le previsioni Usda indicano una produzione in lieve aumento (+0.5%). Confermata la sostanziale stabilità dei consumi mondiali di orzo (-0,2%) mentre una flessione più marcata è indicata per i consumi comunitari (-1,9%). Infine la soia, rispetto alla quale le stime Usda indicano una produzione mondiale in crescita del 10,8%. Gli stock mondiali iniziali e finali sono indicati in aumento rispettivamente del 15,8% e del 37,2%. In crescita del 5,1% i consumi mondiali.

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