Nel Piano per il made in Italy un ruolo speciale all’agroalimentare

Al via il Piano straordinario per il made in Italy da 260 milioni di euro. L’ambizioso programma per il sostegno dell’internazionalizzazione e per l’attrazione degli investimenti in Italia ha avuto l’ok dal Ministero per lo Sviluppo economico guidato da Federica Guidi. Nel Piano, che coinvolge altri cinque dicasteri, è presente anche il Ministero per le Politiche agricole e forestali. Sul n. 9 della rivista Informatore Agrario, all’argomento viene dedicato un approfondito articolo dal quale si apprende che l’agroalimentare sarà un grande protagonista di questa iniziativa. Tra le iniziative specifiche per il settore – si legge – è prevista l’istituzione da parte del Mipaaf di un segno distintivo unico dell’agroalimentare italiano da utilizzare in un mix di attività promozionali ad ampio raggio. Il kit degli strumenti dedicati prevede inoltre un Piano di comunicazione ad hoc per contrastare l’Italian sounding, cioè quei prodotti esteri che evocano marchi italiani ma che con gli originali non hanno nulla a che fare, fenomeno però che annualmente genera un giro d’affari di oltre 60miliardi di euro. Questo Piano di comunicazione andrà realizzato in sinergia con i Consorzi di tutela e le associazioni dei produttori coinvolti nel circuito delle Dop e delle Igp. “L’obiettivo – è la dichiarazione del ministro Maurizio Martina riportata nell’articolo a commento dei dati Istat sul commercio con l’estero – è quello di raggiungere quota 50 miliardi di euro nel 2020 e 36 miliardi nel 2015, sfruttando il cambio euro/dollaro più favorevole e l’abbassamento dei costi dell’energia”. Il Piano per il made in Italy, peraltro, punta ad accrescere del 10% il numero delle imprese stabilmente esportatrici che si aggira attualmente attorno alle 200mila unità. Delle 70mila che presentano a oggi i potenziali per divenire esportatori abituali, si ritiene che 20mila possano conseguire questo status nel prossimo triennio. Intanto, conclude l’articolo, anche la Cassa depositi e prestiti rafforzerà il suo impegno a sostegno dell’export e dell’internazionalizzazione delle imprese italiane con un maxi aumento delle risorse dedicate al settore: il budget destinato a finanziare il sistema “Export banca” salirà infatti da 6,5 a 15 miliardi di euro, +130%.

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