OSSERVATORIO AGRI&FOOD DI CREMONAFIERE Notiziario n. 51 del 06/05/2015 a cura dell’Ufficio Comunicazione di CremonaFiere.

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POLITICA

Un Decreto Legge per il rilancio dei comparti in crisi

Il Consiglio dei ministri del 29 aprile scorso ha approvato il Decreto legge urgente per il rilancio dei settori agricoli in crisi, di sostegno delle imprese agricole colpite da eventi di carattere eccezionale e di razionalizzazione delle strutture ministeriali. Il provvedimento interviene in particolare a favore delle filiere del latte e dell’olio e contiene misure per l’accesso al Fondo di solidarietà nazionale per le imprese agricole che hanno subito danni a causa delle piogge alluvionali del 2014 e delle infezioni di organismi nocivi ai vegetali come la Xylella fastidiosa. Riguardo il settore latte, il Decreto prevede interventi urgenti per la gestione della fine delle quote a iniziare dall’attuazione della rateizzazione in 3 anni senza interessi per le multe dell’ultima campagna. A questo proposito gli allevatori interessati potranno presentare domanda all’Agea entro il 31 agosto 2015. Per non gravare ulteriormente sugli allevatori, con la norma si amplia la possibilità di compensazione tra produttori, nell’ambìto della quota nazionale, per l’ultima campagna consentendo a chi ha superato le quote fino al 12% di compensare fino al 6%, cosa che prima non era prevista e che vedeva scattare la sanzione sull’intera percentuale di splafonamento. Riguardo i contratti di vendita scritti, essi dovranno avere una durata minima di 12 mesi e contenere espressamente il prezzo da pagare alla consegna che può essere fissato o legato a fattori determinati come gli indicatori di mercato, il volume consegnato e la qualità o composizione del latte crudo. Il Decreto prevede inoltre la creazione dell’interprofessione del latte per organizzare la filiera e il rafforzamento del contrasto alle pratiche sleali di mercato con l’Antitrust. Riguardo la filiera dell’olio sono stati stanziati 20 milioni di euro per il triennio 2015-2017 legati al Piano nazionale per l’aumento della produzione del 25%, mentre nei confronti della Xylella fastidiosa è stata approvata una deroga per attivare un Fondo di solidarietà nazionale su questa emergenza fitosanitaria destinando i primi 11 milioni di euro per gli interventi compensativi a favore dei produttori che hanno subito danni. La norma viene applicata per la prima volta su emergenze fitosanitarie provocate da infezioni provocate da organismi nocivi: finora era prevista solo per eventi atmosferici.

LATTE – Parmigiano Reggiano Dop

Produzione ed export, il 2015 è iniziato bene

In un quadro ancora molto incerto e preoccupante giungono segnali positivi dal mercato del Parmigiano Reggiano. Sebbene la quotazione del prodotto permanga largamente insoddisfacente per i produttori, da inizio gennaio a metà aprile le quotazioni minime della Borsa comprensoriale (sede a Parma) sono aumentate del 4,13%, passando da 7,25 a 7,55 euro/kg per il prodotto con 12 mesi di stagionatura. “Un incremento modesto – sottolinea lo stesso Consorzio di tutela – che però si associa ad altri elementi che potrebbero alimentare questa tendenza”. Fra questi spiccano le esportazioni, che in gennaio hanno registrato un autentico boom negli Stati Uniti, con un incremento che ha superato l’11%.
“Gli Usa – spiega il presidente del Consorzio, Giuseppe Alai – rappresentano per importanza il primo mercato per il nostro formaggio oltre i confini dell’Unione Europea, e dopo un rallentamento di fine 2014 è particolarmente importante l’intensificazione del flusso delle nostre esportazioni in un Paese in cui, peraltro, ci troviamo ad affrontare una competizione molto accesa a causa della presenza di formaggi che imitano o evocano la nostra Dop e sono ammessi da quelle leggi che con i negoziati in corso con la Ue puntiamo a rimuovere”.

Altri segnali positivi giungono anche dal sensibile calo delle importazioni di formaggi duri non Dop, che a gennaio sono calate di oltre il 30% in volume e – osserva il Consorzio – dovrebbe giovare alle nostre Dop e comunque ai prodotti italiani.

Dal lato dei consumi interni, anche per la concomitante convenienza di prezzo per i consumatori, i volumi di vendita dei primi mesi 2015 sono stati molto buoni a Pasqua, e nel trimestre tutte le fonti ufficiali segnalano un andamento delle vendite di Parmigiano Reggiano migliore alla media del comparto “formaggi duri”. Anche la produzione, infine, sembra giocare a favore di un consolidamento dei primi timidi segnali di ripresa: rispetto al 2014, infatti, i livelli produttivi sono scesi del 2,2% nel primo trimestre 2015. “Un dato – sottolinea infine Alai – che se da una parte evidenzia l’intensità della crisi, dall’altra avvicina la produzione (su base annua il dato del trimestre porta a un calo di 70-75.000 forme) ai livelli ritenuti necessari per realizzare quotazioni in linea con l’obiettivo della tutela dei redditi dei produttori”.

LATTE – Grana Padano Dop

Un nuovo sito, più moderno e accattivante

Il Grana Padano Dop si presenta ad Expo Milano 2015 con un nuovo sito, rinnovato nella veste grafica, più fruibile nei contenuti e consultabile su tutti i devices, proponendo una modalità user friendly che saprà conquistare tutti i cyber appassionati del buon gusto. “Una scelta obbligata – commenta Nicola Cesare Baldrighi, presidente del Consorzio di tutela – per stare al passo con i tempi offrendo notizie e informazioni utili a tutti i nostri amici consumatori, ai giornalisti, ai critici, ai medici, al vasto mondo di appassionati di un prodotto ormai consolidato riferimento internazionale della qualità e della genuinità made in Italy. Gli ottimi risultati di gradimento ottenuti fino ad oggi in ambito digitale ci hanno stimolato ad ascoltare ancor più le esigenze del pubblico social. Puntiamo ad emozionare con Grana Padano gli oltre 150 mila fan della pagina Facebook e i 10.200 follower di Twitter, per poi accompagnarli sul piano concreto dell’esperienza, che per noi deve sempre essere la méta di ogni percorso virtuale”. Intanto, proprio nei giorni scorsi, il pronto intervento dei Carabinieri ha impedito che 500 forme di Grana Padano Dop entrassero a far parte del mercato nero del settore agroalimentare internazionale, dopo essere state rubate al legittimo proprietario. Le 500 forme in questione equivalevano a circa 150mila euro di valore e sono state prodotte nella provincia di Mantova. Il fatto è avvenuto durante il trasporto e le forme sono state recuperate grazie alle indagini dei Carabinieri in un deposito di formaggi di Modena. “Lo scorso anno – ricorda il direttore del Consorzio di Tutela, Stefano Berni – il servizio di vigilanza contro le contraffazioni ha effettuato oltre 8.200 controlli con 45 verifiche su siti e-commerce che offrivano Grana Padano a prezzi fuori mercato. Le ispezioni all’estero sono state 2.700, numeri importanti, come è importante la tutela del prodotto Dop più consumato al mondo con una produzione che nel 2014 ha toccato i 4.800.000 forme, delle quali circa 1.600.000 sono andate all’estero”.

MANGIMI

Ogm, la decisione di Bruxelles preoccupa Assalzoo

All’indomani della presentazione da parte della Commissione europea della proposta di revisione del Reg. 1829/2003 relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati, che consentirà a ogni Stato membro della Ue di decidere in autonomia se limitare o vietare l’uso di prodotti geneticamente modificati già autorizzati dall’Efsa all’interno dell’Unione, Assalzoo, (Associazione nazionale tra i produttori di alimenti zootecnici) esprime la sua fiducia nel Governo italiano riguardo le decisioni che adotterà e che non danneggeranno il settore agroalimentare italiano. “Questa proposta di revisione da parte della Commissione è un atto che cambierebbe le regole del gioco a livello europeo – spiega l’Associazione – e che derogherebbe alle regole comunitarie finora vigenti, demandando a ogni singolo Stato la possibilità di decidere in autonomia se limitare o vietare l’uso di prodotti geneticamente modificati già autorizzati e valutati sicuri scientificamente per la salute sia umana, animale e per l’ambiente dalla massima Autorità europea per la sicurezza alimentare, l’Efsa. E’ un atto che comporta grandi rischi per ciascun Paese europeo – spiega ancora Assalzoo – ma che nasconde seri pericoli soprattutto per un Paese come l’Italia, costretto da sempre a importare grandi quantità di materie prime, anche Gm, per garantire il proprio fabbisogno interno e anche il suo export alimentare”. Assalzoo auspica quindi una forte attenzione da parte dell’Esecutivo italiano chiamato ad assumere una decisione strategica per il settore agroalimentare, data la rilevanza che questo riveste nell’economia generale del nostro Sistema Paese, garantendo le necessità di approvvigionamento indispensabili a una produzione sufficiente per il nostro consumo interno e per le esportazioni.

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