OSSERVATORIO AGRI&FOOD DI CREMONAFIERE Notiziario n. 55 del 24/06/2015 a cura dell’Ufficio Comunicazione di CremonaFiere.

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LATTE

Ok della Camera al Decreto Agricoltura

Il Decreto legge 51/2015 ha superato l’esame della Commissione agricoltura della Camera. Il provvedimento è passato quindi al Senato e prevede interventi a sostegno dei settori agricoli in crisi, in primis latte e olio, oltre che per quelle aziende agricole colpite da eventi di carattere eccezionale, non dimenticando la razionalizzazione delle strutture ministeriali. Nello specifico, il Decreto interviene sul settore lattiero dopo la fine delle quote latte e consente la rateizzazione in tre anni senza interessi delle multe relative all’ultima campagna, ampliando le possibilità di compensazione tra produttori, puntando sull’organizzazione interprofessionale e intervenendo sui contratti con novità rilevanti come la durata minima di 12 mesi e l’indicazione obbligatoria del prezzo di vendita che può essere fisso o legato a fattori determinati. Relativamente al settore dell’olio, che per il mondo agricolo vale circa un miliardo e mezzo di euro, il Decreto dà avvio al Piano olivicolo nazionale con una dotazione che sale a 32 milioni di euro, a cui si sommano le risorse previste dai Psr delle regioni interessate. L’obiettivo è quello di arrivare a una crescita del 25% della produzione italiana nei prossimi anni toccando quota 650mila tonnellate. Contestualmente sale a 21 milioni di euro lo stanziamento previsto per il Fondo di solidarietà nazionale che per la prima volta viene utilizzato per un’emergenza fitosanitaria come la Xylella fastidiosa. Le imprese agricole colpite da eventi alluvionali o da infezioni di organismi nocivi ai vegetali beneficeranno di una dotazione complessiva del Fondo di solidarietà nazionale: oltre agli 11 milioni previsti per la Xylella vengono stanziati ulteriori 10 milioni di euro per il 2016 per gli altri interventi, arrivando così a 21 milioni di euro in totale. L’accesso al Fondo viene esteso anche alle avversità atmosferiche caratterizzate da vento forte e ai danni alle scorte di materie prime causati da eventi eccezionali verificatisi nell’ultimo triennio. Infine, è prevista l’istituzione delle Commissioni uniche nazionali (Cun) per le filiere maggiormente rappresentative del sistema agricolo e alimentare per garantire la trasparenza nelle relazioni contrattuali tra gli operatori di mercato e nella formazione dei prezzi.

NUOVA PAC

I ritardi di Agea penalizzano gli agricoltori

Un caos annunciato. Così ha bollato la situazione che si è venuta a creare per gli agricoltori alle prese con le domande Pac in scadenza il 15 giugno scorso il direttore della rivista L’Informatore Agrario, Antonio Boschetti, in un articolo apparso sul n. 24 della rivista da lui diretta. “Il 2015 sarà ricordato come l’anno in cui gli agricoltori italiani hanno rischiato di perdere un pezzo importante dei loro aiuti Pac – scrive – A causa dei ritardi nella emanazione delle circolari attuative da parte di Agea Coordinamento, i Caa e gli Organismi pagatori regionali (Opr) si sono trovati a operare in mancanza di un quadro normativo definito e quindi nell’impossibilità di presentare le domande. Basta osservare le date con cui Agea Coordinamento ha reso disponibili le regole per applicare la Pac per capire l’affanno con cui l’Italia ha affrontato le scadenze fissate da Bruxelles: l’ultima circolare, riferita alle domande semplificate, porta la data del 9 giugno, quando il termine per la presentazione delle richieste di aiuto era stato stabilito dalla Ue, in seconda battuta, per il 15 giugno. Altre due circolari sono state pubblicate da Agea il 3 giugno, ben oltre il termine originario del 15 maggio e a ridosso della nuova scadenza, e ancora il 12 e il 14 maggio”. Un incrocio e un rincorrersi di date che, secondo Boschetti, dimostrano come qualcosa non abbia decisamente funzionato. Quali conseguenze ha comportato tutto questo a danno degli agricoltori. “Agea è chiamata a fissare i titoli, quanto tempo le ci vorrà? – si chiede Boschetti – Gli errori e le decurtazioni ai premi di questa prima annualità, da non escludere date le condizioni di lavoro a cui sono stati costretti i Caa, si potrebbero protrarre ma non è certo, a carico degli agricoltori per ognuno dei 7 pagamenti annuali, arrecando loro un danno onerosissimo. Per questo alcuni Caa nazionali hanno già inviato una lettera di diffida ad Agea ritenendola unica responsabile di quanto certamente a breve potrà essere appurato in riferimento ad eventuali danni agli agricoltori”. Per Boschetti Agea ha quindi fallito, mancando l’appuntamento più importante per l’agricoltura italiana e proprio per questo va riformata subito, individuando i responsabili dei disservizi arrecati. “I soldi degli agricoltori comunque dovranno continuare a essere gestiti, anche se meglio, dagli agricoltori”, è la sua considerazione finale.

ENERGIE RINNOVABILI

Sui nuovi incentivi c’è ancora molto da discutere

La bozza del Decreto sui meccanismi di incentivazione per le rinnovabili elettriche, ad esclusione del fotovoltaico, è stata visionata da AssoRinnovabili e a suo giudizio non appare, purtroppo, sufficiente a garantire un quadro di ulteriore sviluppo per il settore, soprattutto in considerazione della recentissima e a giudizio dell’Associazione inspiegabile impennata del contatore a 5,765 miliardi di euro che rischia di vanificare l’efficacia del Decreto e l’obiettivo di disciplinare, fino al raggiungimento del tetto massimo di 5,8 miliardi di euro, la transizione verso un nuovo modello di sostegno compatibile con la disciplina europea sugli aiuti di Stato. Secondo AssoRinnovabili il testo contiene alcuni elementi positivi come ad esempio la possibilità di accedere alle tariffe del DM 6 luglio 2012 per gli impianti che entreranno in esercizio entro un anno dall’uscita del nuovo Decreto, nonché il riconoscimento del primo criterio di priorità per gli impianti risultati idonei ma esclusi dai Registri precedenti per esaurimento dei contingenti e ancora i principi individuati in tema di manutenzioni. Allo stesso tempo però sono presenti numerosi punti negativi, i principali sono l’orizzonte temporale molto breve, solo fino al 1 dicembre 2016, che non permette agli operatori di programmare adeguatamente gli investimenti nelle loro imprese, peraltro aggravato dal raggiungimento che sembrerebbe ormai prossimo del tetto dei 5,8 miliardi di euro. Ma anche la riduzione dei contingenti incentivabili resi talmente esigui da non sanare nemmeno tutte le istanze risultate idonee ma non ammesse ai Registri precedenti, così come il taglio drastico degli incentivi, in particolare per i piccoli impianti: fino al 17% per quelli a biomasse e biogas. AssoRinnovabili ritiene pertanto che se la bozza non verrà emendata, si assisterà di fatto al blocco del settore che ha generato occupazione, senza contare i benefici per l’ambiente e la nostra salute e che, non ultimo, ci ha resi più indipendenti dai produttori di energia da fonti fossili. Per questo ha effettuato un’analisi puntuale di tutti gli articoli della bozza del Decreto fornendo/suggerendo per ciascun profilo una modifica.

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