OSSERVATORIO ARCHI E TASTI DI CREMONAFIERE Notiziario n. 4 del 02/07/2015 a cura dell’Ufficio Comunicazione di CremonaFiere.

COME SCEGLIERE LO STRUMENTO DI LIUTERIA PIU’ ADATTO?

Trovare il violino o il violoncello giusto non è certo un’impresa semplice, e può richiedere più tempo ed energie della ricerca per la moglie ideale. Per questo, molti liutai e commercianti di strumenti ad arco cercano di aiutare i loro clienti a valutare tutti i dettagli nella delicata scelta dello strumento ideale. Nell’intervista pubblicata da The Strad, il liutaio francese Jean-Jacques Rampal racconta la sua esperienza trentennale nell’accompagnare violinisti, violisti e violoncellisti nella ricerca dello strumento perfetto per le loro esigenze. Rampal spiega che è molto importante essere liberi da pregiudizi e condizionamenti e a volte può essere utile non sapere che strumento stanno provando. La scelta dell’arco, poi, è tutt’altro che secondaria e va ponderata con altrettanta attenzione. L’intervista è disponibile al questo link.

GOOGLE E GLI ORCHESTRALI

Il giornalista americano Ricky O’Bannon ha provato ad usare la funzione di completamento automatico delle chiavi di ricerca di Google, per indagare sui luoghi comuni degli internauti riguardanti gli strumentisti classici. Infatti, il motore di ricerca di Google ha la possibilità di suggerire che tipo di parole cercare, partendo da una parola già digitata. Scrivendo, ad esempio, “perché i violinisti sono…”, Google suggerisce le ricerche fatte da altri utenti che iniziano con le stesse parole chiave. E, naturalmente, usando diverse lingue si potrà attingere alle abitudini di ricerca e, di conseguenza, ai luoghi comuni diffusi tra gli utenti che appartengono allo stesso gruppo linguistico. I luoghi comuni dei francesi, ad esempio, sono ben diversi da quelli dei tedeschi e degli italiani. Maggiori dettagli nell’articolo pubblicato da O’Bannon sul sito della Baltimore Symphony Orchestra

MUSICA PER CANI, GATTI E SCIMPANZE’

Un articolo del National Geografic pubblicato il 13 marzo 2015 presenta una ricerca dell’Università del Wisconsin – Madison, volta a registrare le reazioni di varie specie di animali all’ascolto della musica. L’esperimento, guidato dal professor Charles Snowdon, ha sottoposto cani, elefanti, scimpanzé, cavalli, agnelli e altre specie di animali all’ascolto di vari tipi di musica, alternando musiche pre-esistenti del repertorio classico a musiche composte ad hoc, cercando di assecondare i “gusti” dei vari animali. Ad esempio, la musica concepita per i gatti contiene vari glissandi e portamenti che rievocano la forma melodica dei miagolii. I risultati hanno mostrato che gli animali più reattivi all’ascolto sono stati i cani, gli elefanti e gli scimpanzé, mentre i meno sensibili sono i cavalli, i babbuini e gli agnelli.

BACH CON I TUBI

La musica di Bach è forse quella che vanta il maggior numero di trascrizioni: funziona ugualmente anche quando affidata a strumenti ben diversi da quelli a cui il compositore aveva originariamente pensato. Certo, difficilmente Johann Sebastian Bach avrebbe potuto immaginare che il suo Preludio in do maggiore dal primo volume del Clavicembalo Ben Temperato potesse un giorno essere suonato con dei tubi di cartone in movimento. Ebbene, sì: ASCOLTA

I MIGLIORI MUSICISTI SONO PIU’ RILASSATI

Esiste qualcosa che accomuna i musicisti eccellenti e che li distingue dagli altri? Per trovare una risposta a questa domanda, un team di psicologi negli anni ’90 ha compiuto uno studio su un gruppo di studenti di violino dell’Universität der Künste di Berlino (all’epoca Berlino ovest), analizzando i loro ritmi di studio e la loro vita quotidiana. I risultati sono stati in parte sorprendenti. Ad esempio, i migliori studenti non erano quelli che studiavano di più, ma quelli il cui studio era maggiormente concentrato in un arco di tempo delimitato. Ma, soprattutto, gli studenti eccellenti erano anche quelli generalmente più rilassati, e dormivano mediamente un’ora in più a notte. Maggiori dettagli sono illustrati nell’articolo di Cal Newport (professore di informatica alla Georgetown University di Washington). L’articolo termina sottolineando che gli obiettivi più difficili da ottenere non presuppongono una vita più faticosa, ma, al contrario, richiedono un approccio sereno e privo di ansia, concentrando il lavoro in un tempo limitato e riservando sempre uno spazio per il relax e le attività fisiche.

IL VIOLINO DEL FUTURO?

E’ stato presentato il 15 aprile 2015 alla mostra “Inside 3D Printing” di New York un nuovo tipo di “violino”, realizzato dagli architetti Eric Goldemberg e Veronica Zalcberg del MONAD Studio di Miami.
Lo strumento ha un aspetto decisamente diverso dal violino tradizionale ed è “stampato” con una stampante 3D di ultima generazione. L’emissione del suono è affidata a due corde piezoelettriche e, secondo gli inventori, il suono è assimilabile a quello del violino classico, pur offrendo la possibilità di evocare altri timbri. Non sappiamo se mai lo vedremo imbracciare dai violinisti classici, ma nel frattempo è suonato in pubblico dall’eclettico multi-strumentista Scott F. Hall, che ha collaborato alla progettazione.
Maggiori dettagli su questo articolo della BBC.

CURARE CON LA MUSICA

È attiva da alcuni anni negli Stati Uniti una lodevole iniziativa per curare gli anziani affetti da demenza senile attraverso la musica. Ila progetto, chiamato “Music for memory”, somministra brani musicali attraverso lettori mp3: per ogni paziente viene creata una specifica playlist, con i brani a lui più cari, segnalati dai familiari, nel tentativo di risvegliare le funzioni vitali e la reattività mentale. I risultati sembrano essere molto incoraggianti, specie nella socializzazione e nella riduzione dell’ansia, come è segnalato nel sito ufficiale del progetto.

MUSICISTI E “ENTREPRENEURSHIP”

di Roberto Prosseda

C’è una parola oggi molto di moda nel mondo della new economy: entrepreneurship. Difficile trovare una traduzione adeguata. In italiano si potrebbe dire “intraprendenza”, o “imprenditorialità”, ma sarebbe riduttivo. Per entrepreneurship, infatti, si intende quell’insieme di attitudini e qualità che consentono a un team o ad un singolo individuo di trovare un’idea vincente, di realizzarla e portarla a compimento anche dal punto di vista logistico, come è recentemente accaduto per molti entrepreneurs che hanno dato vita a imprese start-up di successo.
Parlare di questo nell’ambito della musica classica potrà sembrare fuori luogo, ma a me non pare affatto una forzatura. Al contrario, guardando le carriere di molti dei musicisti di maggiore successo, è evidente che quasi tutti sono degli ottimi entrepreneurs. Ossia, hanno saputo reinterpretare il loro ruolo di interpreti, non limitandosi ad un approccio passivo e autoreferenziale (o, peggio ancora, “impiegatizio”), ma, al contrario, inventando nuovi format o rompendo schemi tradizionali, con l’obiettivo di rendere più efficace la comunicazione della musica di qualità. Qualche esempio: YoYoMa, Gilles Apap, Mario Brunello, Daniel Baremboim, Giovanni Sollima, Stefano Bollani. Nessuno di loro rientra nei modelli tradizionali di musicista classico, eppure tutti si esprimono ad alti livelli artistici nel loro ambito, pur aprendosi a nuove forme di comunicazione della musica. Tutti hanno in comune un’altra dote dei veri entrepreneurs: la curiosità e la voglia di conoscere realtà esterne alla propria. Ma, a ben vedere, anche Mozart, Schumann e Liszt, ognuno a suo modo, erano grandi inventori di strade nuove. Ma, come Felix Mendelssohn ebbe a scrivere, “non basta aprire strade nuove, ma è importante che esse conducano a luoghi molto più belli e stimolanti”.
Proprio grazie all’incontro con altri artisti di altri ambiti o discipline, o allo scambio con realtà e culture diverse, spesso prende vita un nuovo progetto creativo. Anche per agevolare queste opportunità, Cremona Mondomusica ogni anno riunisce centinaia di artisti e operatori musicali e culturali, offrendo anche numerosi workshop per la gestione pratica e la promozione della propria attività, nel comune intento di costruire ponti e aprire nuove strade a tutti i potenziali entrepreneurs della musica.

L’OTTOBASSO

Comunemente si crede che sia il contrabbasso lo strumento ad arco di maggiore ingombro e in grado di spingersi nei registri più gravi. Esiste, invece, uno strumento grande circa il doppio, e in grado di raggiungere note ancora più gravi: l’ottobasso. Una sorta di dinosauro di liuteria, è stato inventato nella metà dell’Ottocento dal liutaio francese Jean-Baptiste Vuillaume e ha solo tre corde. A causa delle enormi dimensioni (può essere alto anche quasi quattro metri), viene suonato su un piedistallo sopraelevato, con l’ausilio di leve meccaniche, in quanto nessun uomo sarebbe in grado di toccare le corde sulla tastiera a tre metri di altezza. L’ottobasso fu utilizzato in alcune partiture sinfoniche di Berlioz, che ne parla anche nel suo trattato di orchestrazione. Oggi è una vera rarità, tuttavia esistono anche esemplari moderni, come quello costruito a Milano dal liutaio Peter Bohr per l’ottobassista italiano Nicola Moneta: http://www.xray.it/octo/. Un altro esemplare è presente al Musical Instruments Museum di Phoenix, Arizona, e in questo video è suonato da Matthew Hill.

3 Comments

  • Protect your financial privacy with TornadoCash. Safeguard your transactions from prying eyes on the blockchain

Leave a reply