OSSERVATORIO AGRI&FOOD DI CREMONAFIERE Notiziario n. 61 del 28/08/2015 a cura dell’Ufficio Comunicazione di CremonaFiere.

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L’agroalimentare italiano spicca il volo oltre confine

Ammonta a circa 18 miliardi di euro il valore dei prodotti agroalimentari italiani esportati nel primo semestre di quest’anno. Lo ha reso noto il ministero delle Politiche agricole. Si tratta di un risultato senza precedenti, che rispetto al 2014 incassa un aumento dell’8%, dovuto anche alla spinta positiva di Expo. A giugno, inoltre – si legge in una nota del Mipaaf – il mercato americano ha fatto registrare un +29% per il comparto, con vendite che nei sei mesi presi in esame superano 1,7 miliardi di euro. “Siamo in linea con l’obiettivo di 36 miliardi di esportazioni entro l’anno – ha dichiarato il ministro Maurizio Martina – Si tratta di numeri record che danno la dimensione della potenza che l’Italia esprime in questo comparto e raccontano la forza di un tessuto fatto da centinaia di migliaia di piccole imprese che si mettono in gioco e puntano a conquistare i mercati mondiali. Il Governo è al loro fianco e per questo con il Piano straordinario per l’internalizzazione, nei prossimi tre anni investiremo più di 70 milioni di euro, con una campagna di promozione del made in Italy e di lotta all’italian sounding. I consumatori di tutto il mondo cercano l’Italia a tavola, vogliamo aiutare i produttori a coprire questo fabbisogno con i veri prodotti italiani”.

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Lieve miglioramento a luglio per la redditività degli allevatori

Registra un +10%, nel mese di luglio, la redditività dell’allevamento dei suini pesanti. Lo si apprende dal Crefis (Centro ricerche economiche sulle filiere suinicole) nel consueto report mensile. Un aumento migliorato soprattutto grazie alle migliorate quotazioni. Tuttavia i prezzi fissati dalla Cun suini per l’intero mese in questione non sono state determinate da accordi tra le parti a causa dell’assenza alla trattativa dei macellatori. In ogni caso, pur aumentando del 10,5% rispetto al precedente mese di giugno, i prezzi restano inferiori a quelli di luglio 2014 nella misura del -8,9%. Qualche segnale di preoccupazione, anche se per ora non ha manifestato effetti importanti sulla redditività dell’allevamento, arriva dall’incremento dei prezzi dei cereali e della soia destinati all’alimentazione. A Milano il mais nazionale si è apprezzato, rispetto a giugno, del +7,9%, mentre il prezzo della soia ha registrato un aumento più contenuto, +1,7% per il prodotto nazionale quotato a 377,7euro/ton.; in leggero rialzo anche le quotazioni dell’orzo (+4,8%). Il miglioramento della redditività nella fase di allevamento ha penalizzato quella legata alla macellazione che rispetto a giugno ha dovuto incassare un -6,3%. Nonostante la diminuzione però, la variazione rispetto a luglio 2014 resta positiva: +10,2%. Segnali positivi arrivano dalle quotazioni del prosciutto di Parma Dop: la quotazione della tipologia pesante arriva a 7,9euro/kg nelle ultime settimane del mese. Anche gli indici di redditività della fase di stagionatura del Parma Dop sono aumentati nella misura dell’1,5% rispetto a giugno, sia per la tipologia leggera che per quella pesante. Secondo le analisi elaborate da Crefis permane l’aumento dei prosciutti non tipici: +6,7% per quelli leggeri e +6,1% per quelli pesanti.

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Per la Commissione europea la produzione aumenterà

La Direzione generale Agricoltura della Commissione europea ha recentemente pubblicato un rapporto sulle previsioni a breve termine del mercato comunitario delle carni suine. Lo rende noto l’Associazione nazionale allevatori suini (Anas). Secondo i servizi della Commissione, i prezzi più bassi dei mangimi e una consistenza delle scrofe in lievissimo aumento dopo sette anni di calo, creano le premesse per un ulteriore aumento della produzione Ue nei prossimi due anni. Le crescite più rilevanti già registrate nel 2014, si legge nel comunicato dell’Anas, si sono verificate in Spagna (dove il parco scrofe è aumentato del 5%) e in Polonia. Un aumento della produzione lo scorso anno è stato registrato anche in Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Belgio, Francia e Regno Unito. Per il 2015 si prevede che le difficoltà finanziarie in cui versano alcuni suinicoltori comunitari, dovute al fatto che i prezzi dei capi animali non sempre coprono i costi di produzione, dovrebbero determinare un rallentamento della crescita produttiva fino alla fine dell’anno e ciò potrebbe limitare l’aumento produttivo comunitario annuo al +3% circa rispetto al 2014, mentre nel 2016 l’incremento previsto è dello 0,9%. Relativamente ai prezzi, il rapporto della Commissione rileva che l’ammasso privato aperto nel marzo scorso potrebbe aver contribuito a una stabilizzazione nonostante le esigue quantità stoccate. Ciononostante, il prezzo medio Ue è ancora inferiore del 4% rispetto alla media 2010-2014. Infine, secondo i servizi della Commissione, nel 2015 si dovrebbe registrare una crescita dei consumi interni, mentre per il 2016 è prevista una sostanziale stabilità.

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