OSSERVATORIO AGRI&FOOD DI CREMONAFIERE Notiziario n. 68 del 27/10/2015 a cura dell’Ufficio Comunicazione di CremonaFiere.

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Dalla Legge di Stabilità una dote di oltre 800 milioni di euro

Con l’approvazione della Legge di Stabilità 2016, per il comparto agricolo sono state introdotte importanti misure per un totale di oltre 800 milioni di euro.

“Una legge di Stabilità tra le più agricole degli ultimi anni”, l’ha definita il ministro Maurizio Martina, che ha sottolineato il lavoro svolto per tutelare il reddito delle imprese con sostegni concreti e immediati a partire dall’eliminazione dell’Irap e dell’Imu sui terreni.

“Meno tasse e più semplificazione e investimenti per sostenere un settore strategico anche per la lotta alla disoccupazione – ha ricordato – Le misure messe a punto ci consentono di investire oltre 800 milioni di euro, segnando così una delle azioni più forti che si siano mai fatte negli anni a sostegno del settore primario”.

Grazie agli interventi previsti – si legge in una nota del Mipaaf – le imprese agricole avranno forti risparmi fiscali.

Ad esempio, un’azienda di produzione di latte in Lombardia, con un fatturato da 400 mila euro, beneficerà di 3.100 euro di taglio Irap, 1.800 euro di taglio Imu, oltre 5.600 euro di aumento compensazione Iva per un totale di 10.500 euro di tasse in meno. Risparmio da 8.800 euro, invece, per un’impresa vitivinicola da 12 ettari in Abruzzo, grazie all’eliminazione dell’Irap che costava 4.600 euro e dell’Imu che pesava per 4.220 euro.

Anche al Sud l’intervento è molto consistente: per un’azienda agrumicola siciliana di 14 ettari ci saranno oltre 12.200 euro di tasse in meno (5.386 euro di Irap e 6.858 di Imu). Le altre misure prevedono 140 milioni di euro per assicurazioni contro le calamità; 45 milioni per il rinnovo delle macchine agricole; 32 milioni per l’aumento della compensazione Iva e, relativamente alla razionalizzazione degli enti, l’accorpamento di Isa e Sgfa in Ismea.

Il taglio delle tasse sui fattori produttivi, con la cancellazione di Irap e Imu sui terreni, puntano a tutelare il reddito degli agricoltori e favorire il rilancio immediato degli investimenti.

Questi risparmi – conclude la nota del Ministero – potranno così essere utilizzati dalle aziende per aumentare la competitività, creare occupazione e affrontare con più forza la sfida dei mercati anche internazionali.

LATTE 1

Il Reggianito evoca il Parmigiano Reggiano Dop – Immediata ad Anuga la denuncia del Consorzio

Sono tre i prodotti con denominazioni evocative rispetto a quelle in uso esclusivo al Parmigiano Reggiano che sono stati individuati durante il recente svolgimento di Anuga (10-14 ottobre 2015) a Colonia (Germania) e denunciati dal Consorzio di tutela alle Autorità tedesche.

L’Intervento del Consorzio, si legge in una nota diffusa dall’ente di tutela, ha portato al ritiro di un prodotto denominato “Reggianito”, mentre per altri due il ritiro è avvenuto anche per ragioni sanitarie riscontrate dalle Autorità.

Il blitz è scattato pochi minuti dopo l’apertura dei cancelli della rassegna agroalimentare tedesca.

L’episodio in questione ricalca quanto avvenuto un anno fa al Sial di Parigi, quando il Consorzio del Parmigiano Reggiano era intervenuto ottenendo il ritiro di 7 prodotti che recavano denominazioni in palese conflitto con la sentenza ottenuta dal Consorzio nel febbraio del 2008 presso la Corte di Giustizia europea, quando venne sancito che il termine Parmesan non è un termine generico, bensì rappresenta un’evocazione della denominazione Parmigiano Reggiano e non può essere utilizzato per formaggi non conformi al Disciplinare della Dop italiana.

“La tempestività dell’intervento delle Autorità tedesche, avvenuta a seguito della nostra denuncia – ha sottolineato il presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Giuseppe Alai – si lega al fatto che dopo anni di contenziosi abbiamo ottenuto dalla Ue una legislazione che non lascia dubbi in materia di tutela e prevede, tra l’altro, anche l’obbligo di tutela delle Dop ex officio in tutti gli Stati membri della Ue, con una responsabilità diretta dei Paesi membri in materia di vigilanza.

Dopo diverse decisioni favorevoli ottenute in questi anni dal Consorzio dai giudici tedeschi in situazioni analoghe – ha precisato ancora Alai – quello avvenuto ad Anuga rappresenta il primo intervento dell’Autorità pubblica tedesca che vigila sulle Dop.

Su queste basi in Europa il nostro sistema di vigilanza e repressione ha quei livelli di efficacia che ancora non sono possibili in tutto il mondo e ai quali l’Unione europea deve assolutamente puntare nell’ambìto dei negoziati Ttip con gli Stati Uniti, dove si registra un diffuso utilizzo ingannevole di richiami alla nostra denominazione e all’origine geografica del Parmigiano Reggiano, con evidenti ripercussioni negative sulle nostre possibili esportazioni. Riteniamo urgente un più severo intervento legislativo e una vigilanza europea che stronchi sul nascere le azioni di cui, comunque, continua a presentarsi illegittimamente e ingannevolmente anche in vetrine così importanti”.

LATTE 2

Contro la fame nel mondo l’impegno del Consorzio del Grana Padana Dop

“Condividiamo pienamente quanto ha affermato nei giorni scorsi il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon durante il suo intervento a Expo, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione: la fame è un’ingiustizia terribile, e facciamo nostre le parole di Papa Francesco che esorta a ‘non accontentarsi delle buone intenzioni’”.

Così il presidente del Consorzio del Grana Padano Dop, Nicola Cesare Bldrighi, a margine della Giornata Mondiale dell’Alimentazione che oltre alla presenza del Segretario generale dell’Onu ha visto anche quella del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“Da sempre, infatti, Grana Padano è vicino in modo concreto a chi, nel mondo, vive in condizione di disagio e difficoltà – ha sottolineato Baldrighi – Ci piace ricordare che la nostra presenza a Expo, soprattutto con il caseificio allestito in Cascina Triulza, vuole essere un modo per stare a contatto con il mondo, mostrando a culture diverse il nostro modo di interpretare l’eccellenza e, nello stesso tempo, contribuendo a sostenere progetti umanitari di rilievo internazionale come quello intrapreso con la Fondazione Francesca Rava NPH Italia.

Il caseificio, infatti, dal mese di maggio produce ogni giorno due forme di Grana Padano che riportano la matricola ufficiale MI2015, il cui ricavato verrà devoluto all’ospedale pediatrico Saint Damien di Haiti.

Continuando in questa storia di solidarietà e impegno concreto nei confronti della popolazione di Haiti – ha concluso Baldrighi  – abbiamo realizzato un libro dal titolo ‘Round the world.

Grana Padano e il sapore del viaggio’, nato da un nostro progetto didattico in collaborazione con gli chef Stefano Cerveni, Fabrizio Ferrari e Danilo Angè, dedicato ai giovani degli Istituti alberghieri e trasformatosi in un bellissimo strumento di solidarietà, che si può trovare nella sezione “doni solidali” del sito della Fondazione Francesca Rava, oltre che in versione App negli store Apple e Google Play.

Un’ulteriore conferma di come il Consorzio e i 131 caseifici che producono il formaggio italiano Dop più consumato nel mondo, abbiano a cuore i giovani e portino avanti una tradizione di sostegno concreto alla solidarietà”.

SUINI

Assica a Pechino per favorire l’export della carne suina e dei salumi italiani verso la Cina

Il 16 ottobre scorso, davanti a oltre 200 persone, presso l’Auditorium dell’Ambasciata d’Italia a Pechino si è svolta la terza edizione del Dialogo sino-italiano sulla food safety a cui ha partecipato una delegazione di aziende associate ad Assica (Associazione industriali delle carni e dei salumi).

In una nota, Assica ricorda che il seminario in questione rappresenta un importante momento di confronto tra Autorità cinesi e italiane in tema di sicurezza alimentare e controlli lungo la filiera di produzione di alimenti.

L’evento è stato organizzato dalla Ambasciata italiana a Pechino che ha voluto dedicare la Giornata al settore delle carni suine, al centro delle trattative in corso per il loro ingresso sul mercato cinese.

Allo stato, queste produzioni non possono essere commercializzate a causa di problematiche legate a questioni veterinarie e comunque, di recente, le Autorità di Pechino hanno accolto con favore la documentazione inoltrata da parte del nostro ministero della Salute, che al seminario era rappresentato da Anna Beatrice Ciorba, relativa allo stato sanitario di una parte del territorio nazionale, tant’è vero che nel prossimo mese di novembre verrà organizzata un’ispezione nel nostro Paese.

Nicola Levoni, presidente di Assica, ha presentato il settore della salumeria italiana illustrando i dati produttivi ed economici e ponendo particolare enfasi al tema dell’export, specificamente verso la Cina. Su delega di Federalimentare, il direttore di Assica Davide Calderone ha presentato l’industria alimentare italiana, sottolineando l’attività legata ai controlli ufficiali e all’autocontrollo delle aziende relativamente al Pacchetto igiene, senza dimenticare le norme sull’etichettatura e la rintracciabilità delle carni suine.

Per Assica le potenzialità del mercato cinese sono particolarmente promettenti, e la nutrita presenza di operatori del settore al seminario hanno rappresentato il miglior auspicio affinchè, in tempi relativamente brevi, le carni suine e i salumi a breve stagionatura italiani possano conquistare il mercato cinese.

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