∎ “Con la cultura si mangia, eccome. Ma per invertire la rotta della crisi devono capirlo tutti.”

  • Il caso della Fenice di Venezia, che in 8 anni ha triplicato il fatturato (oggi 9 milioni di euro) e ogni anno sfiora le 200.000 presenze. Il Direttore Artistico Ortombina: “Necessario analizzare la musica anche dal punto di vista economico. La Fenice è un’impresa di successo.”
  • Le risorse per gli spettacoli e il fundraising saranno al centro di una tavola rotonda nell’ambito di Cremona Musica International Exhibitions (30 settembre-2 ottobre), con la presenza di fondazioni, istituzioni e realtà artistiche di primo piano.

Cremona, 11 maggio 2016 – I tagli governativi alla cultura si sono fatti sentire un po’ ovunque, e oggi sono molti i teatri che faticano a sopravvivere o sono commissariati, con un conseguente abbassamento della qualità del prodotto.
Perché proprio di prodotto si tratta, ne è fermamente convinto il M° Fortunato Ortombina, Direttore Artistico del Teatro La Fenice di Venezia: “per poter attrarre risorse e sponsor privati, oggi è fondamentale avere un prodotto seducente, forte, che valga la pena di sostenere.”

“Bisogna guardare alla cultura come una risorsa, non come un costo per la società”
La Fenice, in questo senso, insegna. In otto anni ha triplicato il fatturato e addirittura quadruplicato le presenze.
Non ci sono segreti particolari, solo un nuovo approccio mai messo in pratica prima da altri teatri, che fino a pochi anni fa non avvertivano alcuna necessità di attrarre nuovo pubblico.
“Abbiamo fatto un’analisi approfondita dei costi e delle risorse – continua Ortombina – e abbiamo applicato un modello molto semplice: non ci limitiamo a poche decine di nuove recite per gli abbonati, ma le replichiamo anche successivamente per un pubblico più ampio, che inizialmente era composto principalmente da turisti, ma che ora vede anche una forte componente locale. Questo ci ha permesso di crescere da due punti di vista: da un lato sul fronte della diffusione di cultura musicale, dall’altro sul piano strettamente imprenditoriale; il Teatro La Fenice è certamente una impresa di successo.”

L’impatto sulle città: La Fenice ogni anno genera un indotto di 40 milioni
che si riversano sulla provincia di Venezia
Con la cultura, quindi, si mangia, e non si parla solo di addetti ai lavori: “Ogni anno la nostra attività – Conclude Ortombina – si riverbera su Venezia in modo estremamente positivo: si calcola che l’indotto della Fenice sia di 40 milioni di euro all’anno tra alberghi, ristoranti e altre attività commerciali.”
Oggi più che mai un valore aggiunto notevole; certo, stiamo parlando di Venezia, città dal grande appeal turistico, ma di certo replicabile – anche se magari non si raggiungono gli stessi margini in termini assoluti – anche per tanti altri teatri italiani.

A Cremona Musica International Exhibitions, una tavola rotonda per confrontarsi su questi temi e trovare modelli che possano dare un nuovo impulso al settore
Il fundraising e lo sviluppo di modelli imprenditoriali che consentano anche alle realtà artistiche di stare sul mercato come vere e proprie aziende produttrici di cultura, sarà un argomento al centro di un importante appuntamento nell’ambito di Cremona Musica International Exhibitions: una tavola rotonda che vedrà la partecipazione di teatri, fondazioni, istituzioni e finanziatori privati, tra cui lo stesso M° Ortombina, Florence Alibert, Direttore generale del Palazzetto Bru Zane di Venezia, e Pierre Perrenoud, magnate svizzero fondatore di iClassical Academy.

Cremona Musica International Exhibitions si conferma quindi un appuntamento fondamentale non solo per trovare lo strumento perfetto tra i migliori produttori e distributori internazionali di archi, chitarre, pianoforti e fiati, ma anche per parlare di musica con i protagonisti del settore.