∎ Notiziario AGRI&FOOD DI CREMONAFIERE Notiziario n. 97 del 09/09/2016

 

TTIP

Stop ai negoziati. Ma forse il Trattato non è del tutto fallito

Quello che fino a qualche settimana fa era un timore sembra diventato realtà. I negoziati Usa-Ue sul Trattato di libero scambio, il Ttip, sono falliti. Il primo a darne notizia è stato il vicecancelliere e ministro dell’Economia tedesco, Sigmar Gabriel, sottolineando in un’intervista alla rete tedesca Zdf, che “i negoziati con gli Stati Uniti hanno preso questa direzione perché come europei non possiamo accettare supinamente le richieste americane. Non ci sarà più alcun passo avanti – ha rincarato – anche se nessuno lo vuole ammettere veramente: in 14 round di colloqui le parti non hanno trovato un’intesa su un solo capito dei 27 sul tavolo”.

In un articolo apparso sul sito www.teatronazionale.it il 5 settembre scorso, il direttore, Giuseppe Liberatore, sottolinea che proprio sulle Indicazioni geografiche tra organizzazioni europee che chiedono un riconoscimento effettivo delle IG sul mercato USA e gli stakeholder americani si sono incagliati gli ostacoli maggiori per raggiungere un accordo. Gli Usa, in buona sostanza, pur non essendo contrari in linea teorica al concetto delle IG, affermano che l’uso dei nomi generici che caratterizzano i prodotti alimentari di origine americana non può essere abbandonato perché il business annuale per i produttori statunitensi ammonta a 21 miliardi di dollari. “Non si tratta soltanto di un ritardo – afferma nell’articolo Giuseppe Liberatore – ma di una presa di tempo in attesa di assistere agli sviluppi degli eventi che interesseranno gli Stati Uniti nei prossimi mesi, a cominciare dall’elezione del nuovo Presidente. Se sul mercato cinese il vino australiano cresce a vista d’occhio grazie a un accordo di libero scambio tra i due Paesi entrato in vigore lo scorso dicembre, l’agroalimentare made in Italy vive ancora nel limbo di una trattativa per un Ttip che appare sempre più in alto mare. Questo perché alcuni Paesi Ue contrari impediscono una firma a breve del Trattato, ma anche perché si sta alla finestra ad attendere la linea che deciderà di seguire il nuovo inquilino della Casa Bianca su questo argomento. Per sapere se i negoziati del Ttip andranno avanti anche nei prossimi mesi infatti, dovremo attendere l’esito delle elezioni presidenziali americane e solo una volta inquadrata la linea che intenderà seguire la nuova Presidenza potremo capire se l’accordo ha un futuro. Nel frattempo – ha concluso Liberatore nella sua nota – il lavoro fatto nei round tenutisi fino ad oggi è da considerarsi sospeso”. Non tutto è perduto quindi?

LATTE

Parmigiano Reggiano, iniziativa a sostegno delle popolazioni terremotate del Centro Italia

Il Consorzio e i caseifici del Parmigiano Reggiano si mobilitano a favore delle popolazioni dell’Italia centrale colpite dal terremoto del 24 agosto. In una nota diffusa nei giorni scorsi dall’Ente di tutela si legge che l’invio di prodotto è avvenuto lo stesso giorno in cui si è verificata la prima scossa, in modo da poter essere utilizzato nelle mense allestite dalla Protezione civile. Immediatamente dopo numerosi caseifici hanno aderito alla proposta del Consorzio di destinare ai terremotati un euro per ogni chilogrammo di Parmigiano Reggiano venduto negli spacci aziendali. L’iniziativa, denominata “Un euro per rinascere”, durerà fino al 31 dicembre prossimo e seppure con una diversa destinazione, replica di fatto l’operazione che nel 2012 consentì di raccogliere centinaia di migliaia di euro a favore dei caseifici dell’Emilia e del Mantovano colpiti dal doppio sisma del 20 e del 29 maggio di quello stesso anno. “Siamo vicini nel dolore e nella solidarietà – ha sottolineato il presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Alessandro Bezzi – alle popolazioni del Centro Italia drammaticamente colpite dal terremoto. Pensando alle vittime, alle loro famiglie, alle tragedie personali e collettive, ci sentiamo colpiti come quattro anni fa quando il sisma devastò tanta parte del nostro territorio e tanti caseifici, ben 37 con danni economici per oltre 100 milioni di euro, spezzando vite, distruggendo case e storie di lavoro. Siamo rinati – ha sottolineato il presidente del Consorzio – grazie all’aiuto di milioni di persone e alla solidarietà di ogni caseificio nei confronti di chi era stato colpito. Siamo rinati per aiutare a rinascere, ed è a questo che oggi ci sentiamo chiamati”. Il Consorzio ha inoltre aperto un conto corrente sul quale tutti i caseifici possono effettuare versamenti a favore delle popolazioni colpite dal terremoto, mentre l’operazione “un euro per rinascere”, è partita nella settimana tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, all’indomani del ricevimento da parte dei caseifici aderenti degli appositi bollini da applicare sul prodotto confezionato e venduto proprio per fini solidali.

SUINI

Quarto mese consecutivo col segno + per la redditività degli allevatori

Continua la fase positiva della suinicoltura italiana iniziata a maggio e proseguita fino allo scorso mese di agosto. L’incremento della redditività per gli allevatori ha toccato addirittura un +10% rispetto al precedente mese di luglio. Lo riporta nella consueta analisi mensile Crefis (Centro ricerche economiche sulle filiere suinicole) che anche rispetto al dato tendenziale registra un +3,5%. A trainare questi dati incoraggianti è stato il mercato dei suini pesanti destinati al circuito tutelato. Maiali che ad agosto sono arrivati a quotazioni di 1,65euro/kg, con un incremento del 9,2% rispetto a luglio e del 9,9% rispetto allo stesso mese del 2015. Questi rincari hanno invece gravato sul comparto della macellazione, che ad agosto ha visto scendere la redditività del 3,7% su base congiunturale e del 4,7% su quella tendenziale. Il mercato dei principali tagli freschi, ad agosto, ha incassato dati positivi, soprattutto i prezzi delle cosce fresche pesanti per crudo tipico che sono arrivate a 4,95euro/kg (+3,5%) su luglio e +14,5% su agosto 2015. In crescita anche le quotazioni delle cosce fresche pesanti destinate alle produzioni non marchiate con valori che hanno raggiunto i 4,05euro/kg con un incremento del 3,3% rispetto a luglio 2016 e del 17,9% rispetto ad agosto 2015. Ha segnato un lieve calo, sul precedente mese di luglio, la redditività della fase di stagionatura del Prosciutto di Parma Dop pesante calcolata dall’indice Crefis a -1,4%, anche se rimane nettamente positiva a +11,1% se confrontata con agosto 2015. Per i prosciutti generici l’indice di redditività ad agosto è salito del 2,9% rispetto a luglio, ma deve registrare un -10,1% rispetto ad agosto 2015. Vento in poppa poi per l’andamento dell’export dei prodotti suinicoli nazionali. Nel periodo gennaio-maggio 2016 le esportazioni hanno raggiunto un valore di 587 milioni di euro, in aumento del 5% rispetto all’anno precedente, mentre le quantità sono salite a oltre 99mila tonnellate: un aumento del 13,5%.

GLIFOSATE

Proroga all’impiego, ma con alcune restrizioni

Si spengono per ora i riflettori sulla spinosa questione glifosate”. E’ questo l’incipit di un articolo apparso sul n. 31 della rivista L’Informatore Agrario, firmato da Giannantonio Armentano. Con un decreto del 9 agosto scorso infatti, il ministero della Salute ha adottato le restrizioni di impiego del glifosate, soprattutto per l’uso non agricolo e in pre-raccolta. “Dopo un anno e mezzo dall’inserimento da parte dello Iarc nel Gruppo 2° probabilmente cancerogeno per gli esseri umani – scrive Armentano – e una primavera quanto mai calda che ha visto i Paesi dell’Unione portare la querelle glifosate principalmente sul lato ideologico-politico, la Commissione europea ha deciso a fine giugno di prorogare l’autorizzazione dell’erbicida di 18 mesi in attesa della valutazione dei rischi dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche che dovrà avvenire comunque entro il 31 dicembre 2017. Ma con il Regolamento 2016/1313 del 1 agosto scorso, la Commissione ha introdotto alcune importanti restrizioni alle condizioni di impiego, che il nostro Paese ha adottato applicando un decreto del ministero della Salute del 9 agosto, entrato in vigore il 22 agosto scorso. Tre gli aspetti in cui sono suddivise – continua il giornalista dell’Informatore Agrario – Innanzitutto viene revocato l’utilizzo nelle aree frequentate dalla popolazione o dai gruppi vulnerabili quali parchi, giardini, campi sportivi, aree ricreative, cortili e aree verdi all’interno dei plessi scolastici, aree per gioco bambini e adiacenti alle strutture sanitarie. Contemporaneamente viene posta grande attenzione alla protezione delle acque sotterranee in quelle regioni esposte a rischi soprattutto nelle aree non agricole. Infine viene vietato l’impiego del glifosate in pre-raccolta finalizzato al solo scopo di ottimizzare il raccolto e la trebbiatura, utilizzo entrato nell’occhio del ciclone dopo che sono stati rilevati residui dell’erbicida in alcune birre tedesche, ma che in Italia trovava un limitato impiego”. Armentano ricorda infine che “restano salvi gli impieghi strategici in campo agricolo, in particolare nella gestione delle malerbe nel periodo intercoltura e in pre-semina delle colture seminate su sodo (pena la rinuncia a tale tecnica) e su terreni lavorati”.

NUTRIZIONE ANIMALE

Il ruolo fondamentale del nutrizionista

Secondo Harinder P.S. Makkar, collaboratore della Fao e autore di diverse pubblicazioni scientifiche, il benessere umano dipende dalla dieta somministrata al bestiame. Makkar infatti sostiene che le scelte compiute dagli allevatori in materia di alimentazione dei loro capi di bestiame, non influenzano solamente la produttività degli allevamenti, ma anche la salute degli esseri umani e dell’intero pianeta. In base agli studi e alle osservazioni condotte dall’esperto, una dieta equilibrata, quindi costituita da mangimi di buona qualità, permette agli animali di rimanere in buona salute aumentando la redditività dell’allevamento. Non solo. Adottando un’alimentazione equilibrata si possono ottenere prodotti di origine animale sicuri per il consumo umano riducendo al contempo il rilascio di azoto, fosforo e metano nell’ambiente. Ne deriva che è possibile influire positivamente sulla sicurezza alimentare ma anche sulla qualità del suolo, dell’aria e dell’acqua: in poche parole si alimenta concretamente quel concetto di sostenibilità che coinvolge la cosiddetta teoria delle 3 P: persone, pianeta e profitti.

Makkar sottolinea inoltre quanto sia importante la figura del nutrizionista animale, un professionista il cui compito è quello di migliorare la consapevolezza di produttori e allevatori circa la necessità di perseguire il benessere del bestiame e la sicurezza dei prodotti di origine animale. Nello specifico, l’esperto ricorda che il nutrizionista animale dovrebbe guidare il settore zootecnico verso uno sviluppo sostenibile per raggiungere l’obiettivo di aumentare la produzione di cibo sicuro e di qualità, soddisfare il crescente fabbisogno alimentare delle popolazioni in via di sviluppo, combattere la malnutrizione e salvaguardare l’ambiente e la salute di animali e esseri umani.

Flash dall’agroalimentare nazionale e internazionale

Il Pil agricolo raddoppia quello nazionale

Sono positivi i primi dati dell’Istat che il 2 settembre scorso hanno confermato un balzo in avanti dell’1,8% del valore aggiunto agricolo nel secondo trimestre dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2015. Un incremento che è raddoppiato se confrontato all’aumento del Pil nazionale (+0,8%). Come evidenziano le elaborazioni del Centro Studi di Confagricoltura, anche il primo semestre dell’anno, per il valore aggiunto agricolo a prezzi costanti, ha visto un incremento dell’1,3% rispetto al primo semestre del 2015: un aumento significativo che prosegue il trend di miglioramento dei conti del settore che già avevano segnato un +3,8% del valore aggiunto di settore rispetto al 2014. (Fonte: www.confagricoltura.it) (LEGGI DI PIÙ)

Bene i prezzi agroalimentari nella Gdo. Ma non per gli agricoltori

I segnali di crescita registrati nella Grande distribuzione devono essere ora trasferiti nelle fasi a monte della filiera agroalimentare”. Lo ha dichiarato il presidente nazionale della Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino, in merito ai dati diffusi dall’Istat sul commercio al dettaglio, aggiungendo che gli agricoltori lottano con prezzi sui campi non remunerativi e spesso al di sotto dei costi di produzione. “Anche se in modo più lento rispetto a un anno fa – ha continuato Scanavino – il valore delle vendite nelle fasi di commercializzazione aumenta restando col segno più. Purtroppo lo stesso non si può dire per le fasi a monte della filiera agroalimentare: sono numerosi i casi in cui le imprese agricole, con i prezzi sui campi crollati a luglio del 2,1% tendenziale (-16% solo i cereali con punte fino al -40% per il grano) non riescono a coprire i costi di produzione, il che blocca qualsiasi programmazione per il proprio futuro”. (Fonte: www.cia.it) (LEGGI DI PIÙ)

Illegale il bando russo sulle importazioni suine dalla Ue

Un gruppo di alto livello della World Trade Organization (WTO) ha dato ragione alla Ue sul bando della Russia rispetto le importazioni di carne suina richiamando le norme del commercio internazionale, dichiarandolo illegale. La decisione riguarda un divieto imposto all’inizio del 2014 a causa di un numero ridotto di casi di peste suina africana in alcune zone della Ue vicine al confine con la Bielorussia. Gli esperti WTO hanno riconosciuto che il rifiuto da parte della Russia di accettare l’importazione di alcuni prodotti della Ue e di adattare i relativi certificati per l’importazione equivale a un bando delle importazioni su scala della Ue. (Fonte: www.unaitalia.com) (LEGGI DI PIÙ)

Terremoto Centro Italia, in arrivo 12 milioni di euro alle imprese agricole colpite

Entro il prossimo 15 settembre Agea anticiperà 12 milioni di euro di contributi europei alle aziende agricole dei 16 Comuni colpiti dal terremoto che il 24 agosto scorso ha colpito il Centro Italia. La decisione porta la data del 31 agosto quando il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, ha incontrato gli assessori regionali all’Agricoltura di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo. “Era necessario intervenire immediatamente sulla liquidità delle imprese – ha sottolineato il titolare del Dicastero agricolo – Siamo partiti dalle situazioni più critiche, in particolare per l’assistenza agli allevamenti più danneggiati. Il nostro lavoro proseguirà per definire il sostegno al reddito e il ripristino delle infrastrutture rurali. Ma non ci fermeremo qui perché per far ripartire questa terra l’agricoltura è fondamentale”. (Fonte: www.imagelinenetwork.com) (LEGGI DI PIÙ)

Cresce in Germania il fatturato della carne. Calano però i consumi

L’industria della carne, in Germania, ha registrato nel 2015 un lieve aumento di fatturato, cresciuto rispetto all’anno precedente dello 0,7% per un totale di 18 miliardi di euro. In particolare, la produzione di carni suine ha raggiunto il valore del 67% del totale di carni prodotte. La produzione di insaccati ha registrato un aumento del 3,9% pari a 1,5 milioni di tonnellate. L’aumento più consistente in questo segmento va assegnato alla produzione di salsicce a carne cotta (+5,8%). Le esportazioni di carne suina dalla Germania, sempre nel 2015, hanno raggiunto 1,7 milioni di tonnellate (+0,8%). In calo invece il consumo procapite di carne e insaccati che nel 2015 si è fermato a 59,9kg: nel 2014 è stato di 60,9 kg. (Fonte: www.3tre3.it) (LEGGI DI PIÙ)

Volano le esportazioni italiane di latte e panna: +131% in un solo anno

Nello scorso mese di maggio l’Italia ha esportato 9.239 tonnellate di latte e panna, più che raddoppiando le quantità esportate nello stesso mese del 2015, pari a +131%. Nel periodo gennaio-maggio 2016 l’incremento è stato del 28,5%, trainato dal latte confezionato in crescita del +262% sull’anno precedente. Il principale importatore di latte e panna è la Libia, seguita dalla Corea del Sud che da gennaio ha iniziato ad acquistare quantità rilevanti di panna. Analogamente, anche le esportazioni italiane di formaggi continuano a registrare trend positivi, con una crescita del 18,5% in maggio e del 9,5% nel periodo gennaio-maggio 2016 sull’anno precedente. (Fonte: www.clal.it) (LEGGI DI PIÙ)

Aziende biologiche, grazie al Psr in Emilia Romagna è un autentico boom

Con un aumento del 14,6% rispetto alla fine del 2015 e addirittura del 23,1% sul 2014, le imprese agricole biologiche e le superfici coltivate registrano in Emilia Romagna spiccano il volo. I numeri attuali parlano di 4.772 aziende, un risultato che è soprattutto frutto del successo del primo Bando sul bio del Psr 2014-2020, a cui hanno risposto oltre 1.900 aziende per una superficie complessiva di circa 50mila ettari, di cui oltre 13mila legati alla zootecnia. Un boom di domande alle quali la Regione ha risposto a tutte indistintamente, stanziando risorse aggiuntive per quasi 17 milioni di euro da qui al 2020 (oltre 3,3 milioni di euro all’anno in più per 5 anni) attraverso un meccanismo di anticipazione dei finanziamenti che verranno reintegrati interamente nell’arco del quinquennio senza penalizzare altri interventi del Psr. (Fonte: www.newsageagro.it) (LEGGI DI PIÙ)

Accordo su agroalimentare e vino made in Italy.

La Cina è sempre più vicina

Il premier italiano Matteo Renzi e Jack Ma, fondatore e presidente di Alibaba (una delle maggiori compagnie di commercio online) hanno firmato un’intesa per il settore agroalimentare e per il vino made in Italy. L’accordo interessa 430 milioni di consumatori e rappresenta un punto concreto “della nostra strategia di sostegno al made in Italy agroalimentare nel mondo – ha sottolineato il ministro per le Politiche agricole, Maurizio Martina – che sfrutta anche formule innovative per tutelare e promuovere i prodotti di qualità. Siamo riusciti a garantire ai nostri marchi geografici un livello molto alto di protezione sulla piattaforma cinese: un risultato fondamentale che, in sede di Wto, inseguiamo da decenni e che invece sul web siamo riusciti a costruire in pochi mesi e con risultati eccezionali”. (Fonte: www.agroalimentarenews.com) (LEGGI DI PIÙ)