Shlomo Mintz e Bruno Monsaingeon premiati con il Cremona Music Award

«Sono onorato di ricevere questo riconoscimento dalla Fiera di Cremona. Ora però devo continuare a “creare” ancora e più di prima. Poter comunicare con il pubblico è un lusso e un privilegio». Un emozionato Shlomo Mintz ha commentato così il premio consegnatogli nel corso di uno speciale evento organizzato nell’ambito di Cremona Musica International Exhibitions. Il celebre direttore d’orchestra e violinista israeliano è stato infatti insignito del Cremona Music Award insieme all’amico regista francese Bruno Monsaingeon, autore di indimenticabili documentari dedicati a grandi musicisti del ventesimo secolo come Glenn Gould e Yehudi Menuhin.

«Guardando al futuro, lungo o breve che sia – ha continuato Mintz prima di imbracciare lo Stradivari Vesuvius e regalare ai presenti una breve ma applauditissima esibizione–, posso solo promettere al pubblico il mio impegno incondizionato». Parole che in qualche modo hanno fatto eco all’entusiasmo di Monsaingeon: «Per me e per tutto il mondo – ha detto il documentarista amico del leggendario Glenn Gould –, Cremona è la città del violino, nel passato così come oggi: qui si è fatta la storia della liuteria e ancora oggi ci sono liutai molto apprezzati nel mondo. In fiera ho visto molti strumenti, e qui ho anche ordinato una viola. Ricevere questo premio proprio a Cremona è una felicità “naturale”, qualcosa che nemmeno necessita di spiegazioni. Come traspongo sullo schermo la magia della musica? Cerco di trasformare un’emozione personale in un’emozione universale».

I due riconoscimenti sono stati consegnati dal presidente di CremonaFiere Antonio Piva, il quale ha positivamente commentato l’intensa tre giorni di Cremona Musica parlando di un consenso e di un interesse in crescita non solo fra gli espositori, ma anche fra il pubblico. Piva ha sottolineato come circa la metà degli espositori dell’edizione 2016 provenga dall’estero, segno di un interesse e di un coinvolgimento capaci di confermare il target internazionale della manifestazione. Parole di grande apprezzamento per l’evento e per i risultati conseguiti fin qui sono giunti per bocca dell’assessore alla Città vivibile e alla rigenerazione urbana del Comune di Cremona Barara Manfredini, presente alla cerimonia. Nel corso della giornata lo stesso Mintz ha visitato alcuni stand di Cremona Musica.

La cerimonia si è tenuta poco dopo una tavola rotonda dedicata al tema “La musica classica in TV”, nel corso della quale hanno preso la parola Rita Borioni, membro del cda RAI, il regista Angelo Bozzolini, Rob Overman del canale olandese Brava TV, Luca Iavarone di Fanpage.it, Barbara Carfagna, giornalista del Tg1 e violinista, e Robert Kamyk della polacca Tv Kultura. «Il concerto del Coro della Cappella Sistina visto ieri nella Cattedrale di Cremona – ha commentato Overman – meritava di essere visto in tv da milioni di persone. Filmare corrisponde a creare un’eredità culturale, non solo a fare tv».
Kamyk ha portato la propria testimonianza raccontando il singolare e fortunato tentativo di contaminare la musica colta con elementi della tv popolare e di successo, come quello dei talent show: «La classica in tv dovrebbe essere presentata in modo entusiasmante, quasi come un evento sportivo. In Polonia oggi tutti sanno chi è il vincitore di “Chopin Competition”».
Più analitica Carfagna, che ha indicato nel culto del “genio italico” il motivo principale della mancata educazione musicale del pubblico italiano: «All’estero si studia musica per diventare persone migliori, in Italia la cultura del “genio” ci ha portato a studiare musica per diventare concertisti, col risultato di allontanare molte persone».
«Per quanto siano bassi i numeri prodotti dalla messa in onda di concerti di musica classica – detto invece Rita Borioni – , va considerato che lo share di un’opera lirica, per esempio, sarà comunque enormemente più grande rispetto al numero delle persone che avrebbero potuto vedere dal vivo quell’evento. Oggi la tv deve servire soprattutto a chi non ha mai avuto esperienza di una fruizione di musica dal vivo, dovrebbe spingere questa fetta di pubblico a entrare in una sala da concerti. Perché la tv non può sostituire la dimensione del concerto».